Cicerone - Brutus - 130

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 130.

Versione originale in latino


Ben diverso da lui nel tribunato, e pessimo cittadino in tutto il resto della vita, Gaio Licinio Nerva non fu tuttavia privo di facondia. All'incirca nello stesso periodo, ma di età molto più avanzata, Gaio Fimbria" venne ritenuto un difensore, per così dire, di grido: era aspro, velenoso, nell'insieme troppo bollente e impetuoso; e tuttavia, per la sua scrupolosità, il suo temperamento energico e la sua condotta di vita, godeva di autorevolezza come ispiratore delle decisioni del senato; fu anche un discreto avvocato, non inesperto del diritto civile, franco nell'eloquenza come lo era per temperamento; quando eravamo ragazzi leggevamo i suoi discorsi, che ormai solo a stento si possono trovare.

Traduzione all'italiano


Gaio Sestio Calvino, poi, fu oratore di ingegno e di parola eleganti, ma di salute malferma; sebbene, quando la podagra gli dava tregua, non mancasse di presentarsi ai processi, tuttavia ciò avveniva di rado. Così dei suoi consigli la gente si avvaleva quando voleva, del suo patrocinio, quando era possibile. Nello stesso periodo visse Marco Bruto - che recò una grave onta, Bruto, al vostro casato: con un così gran nome, e avendo avuto per padre un uomo eccellente ed espertissimo di diritto - fece quasi un mestiere del ruolo di accusatore, come Licurgo ad Atene. Non si candidò alle magistrature, ma fu un accusatore impetuoso e spiacevole: era facile vedere come un pregio naturale della stirpe fosse degenerato per la stortura di un'inclinazione corrotta.

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