Cicerone - Brutus - 13

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 13

Versione originale in latino


Tum Brutus: volui id quidem efficere certe et capio magnum fructum, si quidem quod volui tanta in re consecutus sum. sed scire cupio, quae te Attici litterae delectaverint. Istae vero, inquam, Brute, non modo delectationem mihi, sed etiam, ut spero, salutem adtulerunt. Salutem? inquit ille. quodnam tandem genus istuc tam praeclarum litterarum fuit? An mihi potuit, inquam, esse aut gratior ulla salutatio aut ad hoc tempus aptior quam illius libri, quo me hic adfatus quasi iacentem excitavit?

Traduzione all'italiano


Allora Bruto: "Proprio questo mi proponevo, e mi sento ben ricompensato, se in un compito tanto importante ho ottenuto ciò che volevo. Ma vorrei sapere quale sia lo scritto di Attico che ti ha procurato tanto piacere". "Codesta opera, Bruto," dissi "non solo mi ha arrecato piacere, ma anche, come spero, la salvezza." "La salvezza?" fece lui. "E di quale mai specie meravigliosa di scritto si trattava?" "Poteva forse esserci per me un saluto" più gradito o più adatto a questi tempi che la dedica di quel libro col quale, rivolgendosi a me, mi rialzò dal mio abbattimento?"

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