Cicerone - Brutus - 127

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 127.

Versione originale in latino


Huic successit aetati C. Galba, Servi illius eloquentissimi viri filius, P. Crassi eloquentis et iuris periti gener. laudabant hunc patres nostri, favebant etiam propter patris memoriam, sed cecidit in cursu. nam rogatione Mamilia Iugurthinae coniurationis invidia, cum pro sese ipse dixisset, oppressus est. exstat eius peroratio, qui epilogus dicitur; qui tanto in honore pueris nobis erat ut eum etiam edisceremus. hic, qui in conlegio sacerdotum esset, primus post Romam conditam iudicio publico est condemnatus.

Traduzione all'italiano


Dopo di lui, in ordine di tempo, viene Gaio Galba, figlio di quell'eloquentissimo Servio, e genero di Publio Crasso, che fu a sua volta eloquente ed esperto di diritto. I nostri padri lo elogiavano, e anche lo appoggiavano in nome del ricordo del padre, ma cadde a mezza strada. Infatti, perseguito in virtù della legge Mamilia, a causa dell'ostilità suscitata dall'accusa di connivenza con Giugurta, si difese da solo, ma dovette soccombere. Resta la sua perorazione, detta "epilogo"; quando eravamo ragazzi, godeva di tanta rinomanza che dovevamo addirittura impararla a memoria. Costui fu, dalla fondazione di Roma, il primo membro di un collegio sacerdotale" a venire condannato in un pubblico giudizio.

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