Cicerone - Brutus - 12

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 12.

Versione originale in latino


Recte, inquam, est visus: nam me istis scito litteris ex diuturna perturbatione totius valetudinis tamquam ad aspiciendam lucem esse revocatum. atque ut post Cannensem illam calamitatem primum Marcelli ad Nolam proelio populus se Romanus erexit posteaque prosperae res deinceps multae consecutae sunt, sic post rerum nostrarum et communium gravissumos casus nihil ante epistulam Bruti mihi accidit, quod vellem aut quod aliqua ex parte sollicitudines adlevaret meas.

Traduzione all'italiano


"La tua impressione era giusta;" dissi "sappi infatti che da codesta lettera io sono stato come richiamato a rivedere la luce, dopo un lungo periodo di generale sconvolgimento di tutto il mio essere. E come dopo la catastrofe di Canne" il popolo romano riprese lena per la prima volta con la battaglia di Marcello a Nola, e poi seguirono numerosi ininterrotti successi, così, dopo le gravissime sciagure private e pubbliche, prima di quella lettera di Bruto niente mi è accaduto che io desiderassi, o che alleviasse in qualche parte le mie preoccupazioni."

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