Cicerone - Brutus - 110

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 110.

Versione originale in latino


His adiuncti sunt C. Curio M. Scaurus P. Rutilius C. Gracchus. de Scauro et Rutilio breviter licet dicere, quorum neuter summi oratoris habuit laudem et est uterque in multis causis versatus. erat in quibusdam laudandis viris, etiam si maximi ingeni non essent, probabilis tamen industria; quamquam his quidem non omnino ingenium, sed oratorium ingenium defuit. neque enim refert videre quid dicendum sit, nisi id queas solute et suaviter dicere; ne id quidem satis est, nisi id quod dicitur fit voce voltu motuque conditius.

Traduzione all'italiano


Insieme a costoro vanno Gaio Curione, Marco Scauro, Publio Rutilio e Gaio Gracco. Su Scauro e Rutilio basteranno poche parole, giacché nessuno dei due godé del prestigio di oratore eccellente; eppure ambedue si cimentarono in molte cause. Vi sono uomini che meritano elogio perché, anche se privi di un talento eccelso, possedevano tuttavia un'encomiabile operosità; a costoro, però, non mancò il talento in generale, ma il talento per l'eloquenza. Difatti, non ha importanza sapere ciò che bisogna dire, se non lo si sa dire in modo spigliato e piacevole; e nemmeno questo è sufficiente, se quanto si dice non è reso più saporito dalla voce, dall'espressione del volto e dalle movenze del corpo.

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