Cicerone - Brutus - 10

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 10.

Versione originale in latino


Nam cum inambularem in xysto et essem otiosus domi, M. ad me Brutus, ut consueverat, cum T. Pomponio venerat, homines cum inter se coniuncti tum mihi ita cari itaque iucundi, ut eorum aspectu omnis quae me angebat de re publica cura consederit. quos postquam salutavi: Quid vos, inquam, Brute et Attice? numquid tandem novi? Nihil sane, inquit Brutus, quod quidem aut tu audire velis aut ego pro certo dicere audeam.

Traduzione all'italiano


Infatti, mentre passeggiavo nel portico, ed ero in casa" libero da occupazioni, venne a trovarmi Marco Bruto, com'era sua abitudine, insieme a Tito Pomponio:" uomini tra loro legati da amicizia, e a me così cari e piacevoli, che al solo vederli si placarono tutte le inquietudini da cui ero angustiato per l'andamento degli affari pubblici. Dopo averli salutati, "Cosa vi porta," dissi "Bruto e Attico? C'è finalmente qualcosa di nuovo? "Proprio niente;" disse Bruto "niente almeno che tu desideri sentire, o che io osi darti per certo".

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