Traduzione di Paragrafo 22 - Traduzione 2, Libro 6 di Cesare

Versione originale in latino


Agriculturae non student, maiorque pars eorum victus in lacte, caseo, carne consistit. Neque quisquam agri modum certum aut fines habet proprios; sed magistratus ac principes in annos singulos gentibus cognationibusque hominum, qui una coierunt, quantum et quo loco visum est agri attribuunt atque anno post alio transire cogunt. Eius rei multas adferunt causas: ne adsidua consuetudine capti studium belli gerendi agricultura commutent; ne latos fines parare studeant, potentioresque humiliores possessionibus expellant; ne accuratius ad frigora atque aestus vitandos aedificent; ne qua oriatur pecuniae cupiditas, qua ex re factiones dissensionesque nascuntur; ut animi aequitate plebem contineant, cum suas quisque opes cum potentissimis aequari videat.

Traduzione all'italiano


1. Non si dedicano all’agricoltura, e la maggior parte del loro nutrimento si basa su latte, formaggio e carne.

2. E nessuno (non qualcuno) ha un’estensione fissa di terreno o (possiede) terreni propri, ma le autorità e i capi attribuiscono, di anno in anno, alle famiglie e ai parenti (alle parentele di uomini) che vivono insieme quanto terreno ed in quale luogo sembrò loro opportuno, e l’anno dopo costringono ad andare in altro luogo.

3. Di questa consuetudine differiscono molte motivazioni:perché non cambino l’impegno di far guerra con l’agricoltura, presi da una costante abitudine; perché non cerchino di procurarsi ampi terreni e i più potenti non scaccino i più poveri dalle proprietà; perché non fabbrichino troppo accuratamente per evitare le temperature fredde e calde; perché non si levi alcun desiderio di ricchezze, dal quale nascono fazioni e discordie;

4. Per frenare la plebe con serenità dell’animo, poiché ognuno constata (vede) che i suoi beni sono resi uguali con quelli dei più potenti.