Traduzione di Paragrafo 26, Libro 5 di Cesare

Versione originale in latino


Diebus circiter XV, quibus in hiberna ventum est, initium repentini tumultus ac defectionis ortum est ab Ambiorige et Catuvolco; qui, cum ad fines regni sui Sabino Cottaeque praesto fuissent frumentumque in hiberna comportavissent, Indutiomari Treveri nuntiis impulsi suos concitaverunt subitoque oppressis lignatoribus magna manu ad castra oppugnatum venerunt. Cum celeriter nostri arma cepissent vallumque adscendissent atque una ex parte Hispanis equitibus emissis equestri proelio superiores fuissent, desperata re hostes suos ab oppugnatione reduxerunt. Tum suo more conclamaverunt, uti aliqui ex nostris ad colloquium prodiret: habere sese, quae de re communi dicere vellent, quibus rebus controversias minui posse sperarent.

Traduzione all'italiano


Circa quindici giorni dopo l'arrivo agli accampamenti invernali, improvvisamente scoppiò un'insurrezione guidata da Ambiorige e Catuvolco. Costoro si erano presentati al confine dei loro territori, a disposizione di Sabino e di Cotta e avevano consegnato grano all'accampamento; in seguito, però, spinti dai messi del trevero Induziomaro, avevano chiamato i loro a raccolta e, sopraffatti i nostri legionari in cerca di legna, con ingenti forze avevano stretto d'assedio il campo. Mentre i nostri impugnavano rapidamente le armi e salivano sul vallo, i cavalieri spagnoli, usciti da una porta del campo, sferravano un attacco in cui ebbero la meglio: gli avversari, persa ogni speranza di vittoria, furono costretti a togliere l'assedio. Poi, a gran voce, come è loro costume, chiesero che qualcuno dei nostri si facesse avanti per parlamentare: avevano da riferire informazioni d'interesse comune, grazie alle quali speravano di poter risolvere i contrasti.