Traduzione di Paragrafo 24, Libro 5 di Cesare

Versione originale in latino


Subductis navibus concilioque Gallorum Samarobrivae peracto, quod eo anno frumentum in Gallia propter siccitates angustius provenerat, coactus est aliter ac superioribus annis exercitum in hibernis collocare legionesque in plures civitates distribuere. Ex quibus unam in Morinos ducendam Gaio Fabio legato dedit, alteram in Nervios Quinto Ciceroni, tertiam in Esubios Lucio Roscio; quartam in Remis cum Tito Labieno in confinio Treverorum hiemare iussit. Tres in Belgis collocavit: eis Marcum Crassum quaestorem et Lucium Munatium Plancum et Gaium Trebonium legatos praefecit. Vnam legionem, quam proxime trans Padum conscripserat, et cohortes V in Eburones, quorum pars maxima est inter Mosam ac Rhenum, qui sub imperio Ambiorigis et Catuvolci erant, misit. Eis militibus Quintum Titurium Sabinum et Lucium Aurunculeium Cottam legatos praeesse iussit. Ad hunc modum distributis legionibus facillime inopiae frumentariae sese mederi posse existimavit. Atque harum tamen omnium legionum hiberna praeter eam, quam Lucio Roscio im pacatissimam et quietissimam partem ducendam dederat, milibus passuum centum continebantur. Ipse interea, quoad legiones collocatas munitaque hiberna cognovisset, in Gallia morari constituit.

Traduzione all'italiano


Dopo aver tratto in secca le navi e tenuto l'assemblea dei Galli a Samarobriva, vista la magra annata per il grano a causa della siccità, fu costretto a disporre i quartieri d'inverno in modo diverso rispetto agli anni precedenti e a ripartire le legioni su più territori. Ne inviò una presso i Morini sotto la guida del legato C. Fabio, un'altra con Q. Cicerone dai Nervi, una terza con L. Roscio nella regione degli Esuvi; ordinò che una quarta legione, al comando di T. Labieno, svernasse nei territori dei Remi, al confine con i Treveri; ne stanziò tre nel paese dei Belgi, alle dipendenze del questore M. Crasso e dei legati L. Munazio Planco e C. Trebonio. Una legione, di recente arruolata al di là del Po, venne mandata, insieme a cinque coorti, fra gli Eburoni, che per la maggior parte abitano tra la Mosa e il Reno e sui quali regnavano Ambiorige e Catuvolco. Il comando ne fu affidato ai legati Q. Titurio Sabino e L. Aurunculeio Cotta. Ripartite così le truppe, stimava di poter ovviare, con grande facilità, alla penuria di grano. Gli accampamenti invernali di tutte le legioni non distavano, comunque, più di cento miglia l'uno dall'altro, eccezion fatta per le milizie di L. Roscio, che però doveva condurle in una zona del tutto tranquilla e sicura. Dal canto suo, Cesare decise di fermarsi in Gallia fino a conferma ricevuta che le legioni erano stanziate nelle rispettive zone e che gli accampamenti erano stati fortificati.