Traduzione di Paragrafo 50 - Traduzione 2, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Proximo die instituto suo Caesar ex castris utrisque copias suas eduxit paulumque a maioribus castris progressus aciem instruxit hostibusque pugnandi potestatem fecit. Ubi ne tum quidem eos prodire intellexit, circiter meridiem exercitum in castra reduxit. Tum demum Ariovistus partem suarum copiarum, quae castra minora oppugnaret, misit. Acriter utrimque usque ad vesperum pugnatum est. Solis occasu suas copias Ariovistus multis et inlatis et acceptis vulneribus in castra reduxit. Cum ex captivis quaereret Caesar quam ob rem Ariovistus proelio non decertaret, hanc reperiebat causam, quod apud Germanos ea consuetudo esset ut matres familiae eorum sortibus et vaticinationibus declararent utrum proelium committi ex usu esset necne; eas ita dicere: non esse fas Germanos superare, si ante novam lunam proelio contendissent.

Traduzione all'italiano


Il giorno seguente Cesare, secondo il suo solito, trasse fuori le sue truppe da entrambi gli accampamenti ed, essendosi avanzato un poco oltre l'accampamento più grande, ordinò l'esercito in battaglia, e diede ai nemici possibilità di combattere. Come vide che essi neppure allora uscivano, verso mezzogiorno ricondusse l'esercito negli accampamenti. Allora, finalmente, Ariovisto mandò parte delle sue truppe, la quale assaltasse il campo più piccolo. Si combatté accanitamente dall'una e dall'altra parte sino a sera. Al tramonto del sole, essendo state e date e ricevute molte ferite, Ariovisto ricondusse le sue truppe nel campo. Domandando Cesare ai prigionieri, per quale causa Ariovisto non facesse battaglia campale, trovava che questa era la causa, perché questo costume vi era presso i Germani che le loro madri di famiglia dichiarassero mediante sortilegi e profezie se fosse di vantaggio o no (che) la battaglia si impegnasse; che se dicevano così: “Non era lecito che i Germani vincessero, se avessero lottato in battaglia prima della nuova luna”.