Traduzione di Paragrafo 8, Libro 3 di Cesare

Versione originale in latino


Expositis militibus naves eadem nocte Brundisium a Caesare remittuntur, ut reliquae legiones equitatusque transportari possent. Huic officio praepositus erat Fufius Calenus legatus, qui celeritatem in transportandis legionibus adhiberet. Sed serius a terra provectae naves neque usae nocturna aura in redeundo offenderunt. Bibulus enim Corcyrae certior factus de adventu Caesaris, sperans alicui se parti onustarum navium occurrere posse, inanibus occurrit et nactus circiter XXX in eas indiligentiae suae ac doloris iracundiam erupit omnesque incendit eodemque igne nautas dominosque navium interfecit, magnitudine poenae reliquos terreri sperans. Hoc confecto negotio a Sasonis ad Curici portum stationes litoraque omnia longe lateque classibus occupavit custodiisque diligentius dispositis ipse gravissima hieme in navibus excubans neque ullum laborem aut munus despiciens, neque subsidium exspectans si in Caesaris complexum venire posset ...

Traduzione all'italiano


Sbarcati i soldati, Cesare rimanda nella stessa notte le navi a Brindisi perché si potessero trasportare le altre legioni e la cavalleria. A questa operazione era stato preposto il luogotenente Fufio Caleno, che doveva trasportare velocemente le legioni. Ma le navi, che avevano preso troppo tardi il largo e non ebbero dalla loro la brezza notturna, sulla via del ritorno incontrarono una cattiva sorte. Bibulo infatti, informato a Corcira dell'arrivo di Cesare, sperando di potersi imbattere in qualche nave carica, incontrò quelle vuote; e incrociatene circa una trentina, contro di loro sfogò la rabbia dovuta alla sua negligenza e alla sua esasperazione: le incendiò tutte e nel medesimo incendio uccise marinai e comandanti delle navi, sperando di atterrire gli altri con la gravità del castigo. Compiuta questa impresa, occupò con la flotta, in lungo e in largo, gli ancoraggi e tutti i litorali da Sasone al porto di Curico e, scaglionati più scrupolosamente i corpi di guardia, egli stesso, nonostante il rigore dell'inverno pernottava sulle navi vigilando, disprezzando ogni fatica o incarico, senza aspettarsi un aiuto, pure di potere venire alle armi con Cesare ...