Traduzione di Paragrafo 78, Libro 3 di Cesare

Versione originale in latino


Caesari ad saucios deponendos, stipendium exercitui dandum, socios confirmandos, praesidium urbibus relinquendum necesse erat adire Apolloniam. Sed his rebus tantum temporis tribuit, quantum erat properanti necesse; timens Domitio, ne adventu Pompei praeoccuparetur, ad eum omni celeritate et studio incitatus ferebatur. Totius autem rei consilium his rationibus explicabat, ut, si Pompeius eodem contenderet, abductum illum a mari atque ab eis copiis, quas Dyrrachii comparaverat, abstractum pari condicione belli secum decertare cogeret; si in Italiam transiret, coniuncto exercitu cum Domitio per Illyricum Italiae subsidio proficisceretur; si Apolloniam Oricumque oppugnare et se omni maritima ora excludere conaretur, obsesso Scipione necessario illum suis auxilium ferre cogeret. Itaque praemissis nuntiis ad Cn. Domitium Caesar ei scripsit et, quid fieri vellet, ostendit, praesidioque Apolloniae cohortibus IIII, Lissi I, III Orici relictis, quique erant ex vulneribus aegri depositis, per Epirum atque Athamaniam iter facere coepit. Pompeius quoque de Caesaris consilio coniectura iudicans ad Scipionem properandum sibi existimabat: si Caesar iter illo haberet, ut subsidium Scipioni ferret; si ab ora maritima Oricoque discedere nollet, quod legiones equitatumque ex Italia exspectaret, ipse ut omnibus copiis Domitium aggrederetur.

Traduzione all'italiano


Era necessario a Cesare raggiungere Apollonia per lasciarvi i feriti, per dare la paga ai soldati, per rassicurare gli alleati, per lasciare presidi nelle città. Per assolvere questi impegni impiegò solo il tempo necessario, perché aveva una grande fretta; temeva che Domizio fosse colto all'improvviso dall'arrivo di Pompeo e, spinto da tale ansietà, si dirigeva verso di lui il più rapidamente possibile. Secondo Cesare il piano di tutta l'azione bellica si basava su questi punti: se Pompeo si fosse diretto lì, Cesare lo avrebbe costretto a combattere privo di frumento e vettovaglie, lontano dal mare e da quelle truppe che aveva radunato a Durazzo, pertanto a condizioni pari alle sue; se Pompeo fosse invece passato in Italia, Cesare si sarebbe unito all'esercito di Domizio e, passando per l'Illiria, avrebbe portato aiuto all'Italia; se poi Pompeo avesse tentato di assalire Apollonia e Orico, tagliandolo fuori da tutti i lidi, Cesare, assediando Scipione, lo avrebbe costretto ad accorre in aiuto ai suoi. Pertanto, mandati innanzi messi, Cesare scrisse a Cn. Domizio, chiarendogli il proprio piano e, disposte quattro coorti di presidio ad Apollonia, una a Lissa, tre a Orico, lasciati quelli che erano inabili per le ferite, cominciò a marciare attraverso l'Epiro e l'Atamania. Anche Pompeo, prevedendo il piano di Cesare, giudicava opportuno raggiungere in fretta Scipione; se Cesare si dirigeva colà, egli avrebbe portato aiuto a Scipione; se Cesare non voleva allontanarsi dalla costa e da Orico, poiché attendeva legioni e cavalleria dall'Italia, egli avrebbe assalito Domizio con tutte le truppe.