Traduzione di Paragrafo 62, Libro 3 di Cesare

Versione originale in latino


Quibus ille cognitis rebus eruptionisque iam ante capto consilio, ut demonstratum est, tegimenta galeis milites ex viminibus facere atque aggerem iubet comportare. His paratis rebus magnum numerum levis armaturae et sagittariorum aggeremque omnem noctu in scaphas et naves actuarias imponit et de media nocte cohortes LX ex maximis castris praesidiisque deductas ad eam partem munitionum ducit, quae pertinebant ad mare longissimeque a maximis castris Caesaris aberant. Eodem naves, quas demonstravimus, aggere et levis armaturae militibus completas, quasque ad Dyrrachium naves longas habebat, mittit et, quid a quoque fieri velit, praecipit. Ad eas munitiones Caesar Lentulum Marcellinum quaestorem cum legione VIIII positum habebat. Huic, quod valetudine minus commoda utebatur, Fulvium Postumum adiutorem submiserat.

Traduzione all'italiano


Pompeo, venuto a conoscenza di queste cose e avendo deciso già in precedenza, come si è detto, di fare una sortita, ordina ai soldati di preparare con vimini coperture per gli elmi e di ammassare materiale per formare un terrapieno. Predisposto ciò, di notte fa salire su battelli e navi veloci un gran numero di soldati armati alla leggera e di arcieri e caricare tutto il materiale per il terrapieno. Intorno a mezzanotte fa uscire fuori dal campo maggiore e dai presidi sessanta coorti conducendole da quella parte delle fortificazioni rivolta verso il mare e molto lontana dall'accampamento più grande di Cesare. Colà manda le navi cariche, come si è detto, di soldati armati alla leggera e del materiale e le navi da guerra di stanza a Durazzo e a ciascuno impartisce ordini dettagliati. Presso quelle fortificazioni Cesare aveva disposto il questore Lentulo Marcellino con la nona legione. A costui, che non godeva di buona salute, aveva affiancato, come aiutante, Fulvio Postumo.