Traduzione di Paragrafo 51, Libro 3 di Cesare

Versione originale in latino


Interim certior factus P. Sulla, quem discedens catris praefecerat Caesar, auxillo cohorti venit cum legionibus duabus; cuius adventu facile sunt repulsi Pompeiani. Neque vero conspectum aut impetum nostrorum tulerunt, primisque deiectis reliqui se verterunt et loco cesserunt. Sed insequentes nostros, ne longius prosequerentur, Sulla revocavit. At plerique existimant, si acrius insequi voluisset, bellum eo die potuisse finire. Cuius consilium reprehendendum non videtur. Aliae enim sunt legati partes atque imperatoris: alter omnia agere ad praescriptum, alter libere ad summam rerum consulere debet. Sulla a Caesare in castris relictus liberatis suis hoc fuit contentus neque proelio decertare voluit, quae res tamen fortasse aliquem reciperet casum, ne imperatorias sibi partes sumpsisse videretur. Pompeianis magnam res ad receptum difficultatem afferebat. Nam ex iniquo progressi loco in summo constiterant; si per declive sese reciperent, nostros ex superiore insequentes loco verebantur; neque multum ad solis occasum temporis supererat; spe enim conficiendi negotii prope in noctem rem duxerant. Ita necessario atque ex tempore capto consilio Pompeius tumulum quendam occupavit, qui tantum aberat a nostro castello, ut telum tormento missum adigi non posset. Hoc consedit loco atque eum communivit omnesque ibi copias continuit.

Traduzione all'italiano


Frattanto P. Silla, che Cesare alla sua partenza aveva messo a capo del campo, informato dei fatti venne in aiuto alla coorte con due legioni; al suo arrivo i Pompeiani furono respinti con facilità. E infatti non ressero alla vista e all'impeto dei nostri e, mentre le prime file furono sbaragliate, gli altri volsero le spalle e abbandonarono la posizione. Ma Silla chiamò indietro i nostri che si erano dati all'inseguimento perché non andassero troppo avanti. Ma i più ritengono che la guerra avrebbe potuto finire proprio in quel giorno, se egli avesse voluto inseguire con più tenacia. Ma la sua decisione non sembra da biasimare, infatti diversi sono i compiti del luogotenente e del comandante supremo: il primo deve agire in tutto e per tutto secondo gli ordini, il secondo deve liberamente decidere in base alla situazione generale. Silla, che era stato lasciato da Cesare nell'accampamento, una volta liberati i suoi, fu contento e non volle venire alle armi, anche se vi era la possibilità di un felice esito dell'azione, e fece ciò per non dare l'impressione di avere assunto le funzioni del comandante supremo. Una circostanza rendeva ai Pompeiani molto difficile la ritirata. Infatti, partiti da una posizione più bassa, si erano fermati sulla cima di un colle: se si fossero ritirati per il pendio, temevano l'inseguimento dei nostri da una posizione più elevata; inoltre non mancava molto al tramonto perché, nella speranza di concludere l'azione, avevano protratto il combattimento quasi fino alla notte. Pertanto Pompeo, decidendo in base alla necessità del momento, occupò una collinetta abbastanza distante dal nostro fortilizio tanto da non potere essere a tiro dei proiettili scagliati dalle macchine da guerra; vi si fermò, fortificò la posizione e vi riunì tutte le milizie.