Traduzione di Paragrafo 28, Libro 3 di Cesare

Versione originale in latino


Nostrae naves duae tardius cursu confecto in noctem coniectae, cum ignorarent, quem locum reliquae cepissent, contra Lissum in ancoris constiterunt. Has scaphis minoribusque navigiis compluribus immissis Otacilius Crassus, qui Lissi praeerat, expugnare parabat; simul de deditione eorum agebat et incolumitatem deditis pollicebatur. Harum altera navis CCXX e legione tironum sustulerat, altera ex veterana paulo minus CC. Hic cognosci licuit, quantum esset hominibus praesidii in animi firmitudine. Tirones enim multitudine navium perterriti et salo nauseaque confecti iureiurando accepto, nihil eis nocituros hostes, se Otacilio dediderunt; qui omnes ad eum producti contra religionem iurisiurandi in eius conspectu crudelissime interficiuntur. At veteranae legionis milites, item conflictati et tempestatis et sentinae vitiis, neque ex pristina virtute remittendum aliquid putaverunt, et tractandis condicionibus et simulatione deditionis extracto primo noctis tempore gubernatorem in terram navem eicere cogunt, ipsi idoneum locum nacti reliquam noctis partem ibi confecerunt et luce prima missis ad eos ab Otacilio equitibus, qui eam partem orae maritimae asservabant, circiter CCCC, quique eos armati ex praesidio secuti sunt, se defenderunt et nonnullis eorum interfectis incolumes se ad nostros receperunt.

Traduzione all'italiano


Due nostre navi, che avevano navigato più lentamente, sorprese dalla notte, non sapendo quale rotta avessero preso le altre, gettarono le ancore di fronte a Lisso. Otacilio Crasso, comandante del presidio di Lisso, si apprestava ad assalirle con battelli e parecchie imbarcazioni di piccola stazza; contemporaneamente iniziava trattative per la resa e prometteva salvezza a chi si arrendeva. Una delle due navi aveva imbarcato duecentoventi uomini di una legione di reclute, l'altra poco meno di duecento di una legione di veterani. Questi uomini fecero comprendere quanto può aiutare la forza d'animo. Infatti le reclute, atterrite dalla moltitudine delle navi e sfinite dal rollio e dal mal di mare, sentiti i nemici giurare che non avrebbero recato loro alcun danno, si arresero a Otacilio; tutti costoro, condotti dinanzi a lui, a dispetto del vincolo del giuramento, vengono crudelmente uccisi in sua presenza. Ma i soldati della legione veterana, parimenti tormentati dalla violenza della tempesta e dalla puzza della sentina, giudicarono di non dovere affatto desistere dal valore di un tempo, e, fatta trascorrere la prima parte della notte discutendo le condizioni di una ipotetica resa, costringono il comandante a fare approdare la nave. Trovato un luogo adatto, passarono qui il resto della notte e all'alba, quando Otacilio mandò loro contro i cavalieri che sorvegliavano quella parte di spiaggia, circa quattrocento, e gli armati che li seguivano dal presidio di Lissa, si difesero e, dopo averne uccisi alcuni, incolumi fecero ritorno dai nostri.