Traduzione di Paragrafo 33, Libro 2 di Cesare

Versione originale in latino


Qua oratione permoti milites crebro etiam dicentem interpellabant, ut magno cum dolore infidelitatis suspicionem sustinere viderentur, discedentem vero ex contione universi cohortantur, magno sit animo, necubi dubitet proelium committere et suam fidem virtutemque experiri. Quo facto commutata omnium et voluntate et opinione consensu summo constituit Curio, cum primum sit data potestas, proelio rem committere posteroque die productos eodem loco, quo superioribus diebus constiterat, in acie collocat. Ne Varus quidem dubitat copias producere, sive sollicitandi milites sive aequo loco dimicandi detur occasio, ne facultatem praetermittat.

Traduzione all'italiano


I soldati, scossi da questo discorso, di continuo lo interrompevano mentre parlava: appariva evidente che essi sopportavano con grande dolore il sospetto di tradimento; invero mentre egli si allontana dall'assemblea tutti quanti lo esortano a essere coraggioso e a non esitare ad attaccare battaglia in qualsiasi luogo e a mettere alla prova la loro fedeltà e valore. In seguito a ciò, mutata l'opinione e la volontà di tutti e con il consenso generale, Curione stabilisce di affidare l'esito alla battaglia, presentandosene appena l'opportunità; e il giorno seguente fa uscire le truppe dal campo e le colloca in ordine di combattimento nel medesimo luogo dove si era fermato nei giorni precedenti. Neppure Azzio Varo esita a condurre fuori le truppe per non lasciarsi sfuggire l'occasione che gli capitava sia di provocare i soldati nemici sia di combattere in posizione favorevole.