Traduzione di Paragrafo 27, Libro 2 di Cesare

Versione originale in latino


Proxima nocte centuriones Marsi duo ex castris Curionis cum manipularibus suis XXII ad Attium Varum perfugiunt. Hi, sive vere quam habuerant opinionem ad eum perferunt, sive etiam auribus Vari serviunt (nam, quae volumus, et credimus libenter et, quae sentimus ipsi, reliquos sentire speramus), confirmant quidem certe totius exercitus animos alienos esse a Curione maximeque opus esse in conspectum exercitus venire et colloquendi dare facultatem. Qua opinione adductus Varus postero die mane legiones ex castris educit. Facit idem Curio, atque una valle non magna interiecta suas uterque copias instruit.

Traduzione all'italiano


La notte successiva due centurioni marsi con ventidue soldati delle loro compagnie fuggono dal campo di Curione presso Azzio Varo. Costoro, sia che gli riferissero realmente la loro opinione sia che lo compiacessero dicendo cose gradite (e infatti crediamo volentieri a ciò che vogliamo e speriamo che gli altri provino ciò che noi stessi proviamo), lo assicurano che l'animo di tutto quanto l'esercito è contrario a Curione e che è sopra tutto necessario che gli eserciti si incontrino e abbiano possibilità di parola. Spinto da questo parere Varo, la mattina dopo, porta fuori dal campo le legioni. La medesima cosa fa Curione ed entrambi schierano le truppe in una valle non grande che tra loro si frapponeva.