Traduzione di Paragrafo 21, Libro 2 di Cesare

Versione originale in latino


Caesar contione habita Cordubae omnibus generatim gratias agit: civibus Romanis, quod oppidum in sua potestate studuissent habere; Hispanis, quod praesidia expulissent; Gaditanis, quod conatus adversariorum infregissent seseque in libertatem vindicassent; tribunis militum centurionibusque, qui eo praesidii causa venerant, quod eorum consilia sua virtute confirmassent. Pecunias, quas erant in publicum Varroni cives Romani polliciti, remittit; bona restituit eis, quos liberius locutos hanc poenam tulisse cognoverat. Tributis quibusdam populis publicis privatisque praemiis reliquos in posterum bona spe complet biduumque Cordubae commoratus Gades proficiscitur; pecunias monumentaque, quae ex fano Herculis collata erant in privatam domum, referri in templum iubet. Provinciae Q. Cassium praeficit; huic III legiones attribuit. Ipse eis navibus, quas M. Varro quasque Gaditani iussu Varronis fecerant, Tarraconem paucis diebus pervenit. Ibi totius fere citerioris provinciae legationes Caesaris adventum exspectabant. Eadem ratione privatim ac publice quibusdam civitatibus habitis honoribus Tarracone discedit pedibusque Narbonem atque inde Massiliam perverit, Ibi legem de dictatore latam seseque dictatorem dictum a M. Lepido praetore cognoscit.

Traduzione all'italiano


Convocata in Cordova un'assemblea, Cesare porge a tutti un ringraziamento distinto per singole categorie: ai cittadini romani, poiché si erano impegnati a tenere la città in loro potere, agli Spagnoli, poiché avevano scacciato la guarnigione, agli abitanti di Gades, poiché avevano annientato gli sforzi dei nemici e avevano riacquistato la libertà; ai tribuni dei soldati e ai centurioni, che erano giunti colà per la difesa, poiché avevano appoggiato col loro valore le decisioni di quella gente. Condona il denaro che i cittadini romani avevano promesso a Varrone per l'erario; restituisce i beni a coloro ai quali erano stati confiscati, come era venuto a sapere, per avere parlato troppo liberamente. Ad alcune popolazioni consegna premi da destinare alla cosa pubblica e a privati e colma gli animi delle altre popolazioni di speranza per il futuro; fermatosi due giorni a Cordova, si dirige a Gades; ordina che siano riportati nel tempio il denaro e gli oggetti preziosi che dal tempio di Ercole erano stati portati in casa privata. Mette a capo della provincia Quinto Cassio; gli assegna quattro legioni. Egli stesso con quelle navi che M. Varrone aveva fatto costruire e con quelle che, per comando di Varrone, gli abitanti di Gades avevano costruito, giunge in pochi giorni a Tarragona. Qui legazioni di quasi tutta la provincia citeriore attendevano il suo arrivo. Con lo stesso criterio attribuiti onori e ricompense, privatamente e pubblicamente, ad alcune città, parte da Tarragona e giunge, via terra, a Narbona e di qui a Marsiglia. Qui viene a sapere che era stata promulgata una legge per la nomina di un dittatore e che egli stesso era stato eletto dittatore dal pretore Marco Lepido.