Traduzione di Paragrafo 19, Libro 2 di Cesare

Versione originale in latino


Itaque duabus legionibus missis in ulteriorem Hispaniam cum Q. Cassio, tribuno plebis, ipse DC cum equitibus magnis itineribus progreditur edictumque praemittit, ad quam diem magistratus principesque omnium civitatum sibi esse praesto Cordubae vellet. Quo edicto tota provincia pervulgato nulla fuit civitas, quin ad id tempus partem senatus Cordubam mitteret, non civis Romanus paulo notior, quin ad diem conveniret. Simul ipse Cordubae conventus per se portas Varroni clausit, custodias vigiliasque in turribus muroque disposuit, cohortes duas, quae colonicae appellabantur, cum eo casu venissent, tuendi oppidi causa apud se retinuit. Eisdem diebus Carmo nenses, quae est longe firmissima totius provinciae civitas, deductis tribus in arcem oppidi cobortibus a Varrone praesidio, per se cohortes eiecit portasque praeclusit.

Traduzione all'italiano


Pertanto mandate nella Spagna Ulteriore due legioni con Quinto Cassio, tribuno della plebe, egli stesso con seicento cavalieri avanza a marce forzate e si fa precedere da un editto, fissando il giorno in cui voleva che i magistrati e i capi di tutte le città gli si presentassero a Cordova. Dopo la promulgazione di questo editto in tutta la provincia non vi fu città che non mandasse a Cordova, alla data stabilita, una rappresentanza del senato, non vi fu cittadino romano di una certa importanza che non vi giungesse nel giorno fissato. Contemporaneamente la stessa colonia di Cordova, di propria iniziativa, chiuse le porte a Varrone, dispose sulle torri e sulle mura sentinelle e corpi di guardia e trattenne presso di sé per la difesa della città le due coorti che erano dette coloniali, giunte colà per caso. Nel medesimo tempo gli abitanti di Carmona, di gran lunga la città più potente di tutta la provincia, di propria iniziativa cacciarono le tre coorti, mandate da Varrone a presidiare la rocca della città, e chiusero le porte.