Traduzione di Paragrafo 11, Libro 2 di Cesare

Versione originale in latino


Quo malo perterriti subito oppidani saxa quam maxima possunt vectibus promovent praecipitataque muro in musculum devolvunt. Ictum firmitas materiae sustinet, et quicquid incidit fastigio musculi elabitur. Id ubi vident, mutant consilium: cupas taeda ac pice refertas incendunt easque de muro in musculum devolvunt. Involutae labuntur, delapsae ab lateribus longuriis furcisque ab opere removentur. Interim sub musculo milites vectibus infima saxa turris hostium, quibus fundamenta continebantur, convellunt. Musculus ex turri latericia a nostris telis tormentisque defenditur; hostes ex muro ac turibus submoventur: non datur libera muri defendendi facultas. Compluribus iam lapidibus ex ea, quae suberat, turri subductis repentina ruina pars eius turris concidit, pars reliqua consequens procumbebat: cum hostes urbis direptione perterriti inermes cum infulis se porta foras universi proripiunt ad legatos atque exercitum supplices manus tendunt.

Traduzione all'italiano


Atterriti da questo pericolo, subito gli assediati spingono con delle leve macigni quanto più grossi possibile e, fattili precipitare dal muro, li fanno cadere sulla galleria. La solidità del materiale sostiene il colpo e tutto ciò che cade scivola lungo gli spioventi del tetto. Vedendo ciò, i nemici cambiano piano; incendiano barili pieni di pece e resina e li gettano dal muro sulla galleria. I barili, rotolando, precipitano; caduti a terra ai fianchi, vengono allontanati dalla galleria con forche e pertiche. Frattanto sotto la galleria i soldati con leve scalzano alla base della torre dei nemici le pietre che ne costituivano le fondamenta. La galleria viene difesa dai nostri con frecce e proiettili scagliati dalla torre di mattoni; i nemici si allontanano dalle mura e dalle torri; non è più concessa la possibilità di difendere il muro. Rimosse molte pietre dalla torre vicina alla galleria, all'improvviso una parte di quella torre crolla, la rimanente parte a sua volta stava per cadere, quando i nemici, atterriti per l'eventuale saccheggio della città, inermi si precipitano tutti quanti fuori dalla porta con le sacre bende, tendendo supplichevolmente le mani ai luogotenenti e all'esercito.