Traduzione di Paragrafo 80, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Tali dum pugnatur modo, lente atque paulatim proceditur, crebroque, ut sint auxilio suis, subsistunt; ut tum accidit. Milia enim progressi IIII vehementiusque peragitati ab equitatu montem excelsum capiunt ibique una fronte contra hostem castra muniunt neque iumentis onera deponunt. Ubi Caesaris castra posita tabernaculaque constituta et dimissos equites pabulandi causa animum adverterunt, sese subito proripiunt hora circiter sexta eiusdem diei et spem nacti morae discessu nostrorum equitum iter facere incipiunt. Qua re animum adversa Caesar refectis legionibus subsequitur, praesidio impedimentis paucas cohortes relinquit; hora x subsequi pabulatores equitesque revocari iubet. Celeriter equitatus ad cotidianum itineris officium revertitur. Pugnatur acriter ad novissimum agmen, adeo ut paene terga convertant, compluresque milites, etiam nonnulli centuriones, interficiuntur. Instabat agmen Caesaris atque universum imminebat.

Traduzione all'italiano


Quando si combatte in tale modo, si avanza lentamente, per brevi tratti e spesso ci si ferma per recare aiuto ai compagni; e così avvenne allora. Infatti, dopo essere avanzati quattro miglia, incalzati senza tregua dalla cavalleria nemica, occupano un monte elevato e qui, senza levare neppure il bagaglio ai giumenti, pongono il campo, fortificandolo solo dal lato verso il nemico. Quando s'accorsero che Cesare aveva posto il campo e innalzate le tende e inviata la cavalleria a cercare foraggio, essi, verso mezzogiorno, all'improvviso si precipitano fuori e, sperando in una tregua per l'allontanamento della nostra cavalleria, incominciano a mettersi in marcia. Cesare, accortosi della cosa, li insegue con le legioni che si erano riposate e lascia poche coorti di guardia ai bagagli; dà ordine di seguirlo alle ore sedici e di richiamare i foraggiatori e la cavalleria. Subito la cavalleria ritorna al suo quotidiano lavoro di disturbo durante la marcia. Si hanno accaniti combattimenti con la retroguardia sicché questa quasi si dà alla fuga e parecchi soldati, e anche alcuni centurioni, vengono uccisi. L'esercito di Cesare incalzava e, tutto insieme, stava addosso al nemico.