Traduzione di Paragrafo 76, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Quibus rebus confectis flens Petreius manipulos circumit militesque appellat, neu se neu Pompeium, imperatorem suum, adversariis ad supplicium tradant, obsecrat. Fit celeriter concursus in praetorium. Postulat, ut iurent omnes se exercitum ducesque non deserturos neque prodituros neque sibi separatim a reliquis consilium capturos. Princeps in haec verba iurat ipse; idem iusiurandum adigit Afranium; subsequuntur tribuni militum centurionesque; centuriatim producti milites idem iurant. Edicunt, penes quem quisque sit Caesaris miles, ut producatur: productos palam in praetorio interficiunt. Sed plerosque ei, qui receperant, celant noctuque per vallum emittunt. Sic terror oblatus a ducibus, crudelitas in supplicio, nova religio iurisiurandi spem praesentis deditionis sustulit mentesque militum convertit et rem ad pristinam belli rationem redegit.

Traduzione all'italiano


Compiuto ciò, Petreio in lacrime passa da un manipolo all'altro e chiama i soldati per nome, li scongiura di non lasciare in balia degli avversari né lui né Pompeo, il loro comandante assente. Prontamente vi è un affollamento di soldati davanti alla tenda pretoria. Petreio chiede che tutti giurino di non tradire e di non abbandonare l'esercito e i comandanti e di non prendere decisioni, ciascuno per sé, separatamente dagli altri. Egli stesso per primo pronuncia la formula del giuramento; fa prestare lo stesso giuramento ad Afranio; seguono i tribuni militari e i centurioni; i soldati, fatti avanzare per centurie, fanno il medesimo giuramento. Ordinano che chiunque abbia presso di sé soldati di Cesare li presenti; al cospetto di tutti uccidono davanti alla tenda pretoria coloro che sono stati consegnati. Ma i più vengono nascosti da coloro che li avevano accolti e di notte vengono fatti scappare attraverso la trincea. Così il terrore cagionato dai capi, la crudeltà del massacro, il nuovo vincolo del giuramento portarono via la speranza di una resa immediata, mutarono l'animo dei soldati e ricondussero la situazione alla fase di prima: la guerra.