Traduzione di Paragrafo 75, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Quibus rebus nuntiatis Afranius ab instituto opere discedit seque in castra recipit, sic paratus, ut videbatur, ut, quicumque accidisset casus, hunc quieto et aequo animo ferret. Petreius vero non deserit sese. Armat familiam; cum hac et praetoria cohorte cetratorum barbarisque equitibus paucis, beneficiariis suis, quos suae custodiae causa habere consuerat, improviso ad vallum advolat, colloquia militum interrumpit, nostros repellit a castris, quos deprendit interficit. Reliqui coeunt inter se et repentino periculo exterriti sinistras sagis involvunt gladiosque destringunt atque ita se a cetratis equitibusque defendunt castrorum propinquitate confisi seque in castra recipiunt et ab eis cohortibus, quae erant in statione ad portas, defenduntur.

Traduzione all'italiano


Afranio, venuto a sapere di tali avvenimenti, lascia l'opera iniziata e rientra nell'accampamento, pronto, come sembrava, a sopportare di buon animo qualunque accidente gli fosse capitato. Petreio invece non si scoraggia. Arma la gente del suo seguito; con costoro e con la coorte pretoria dei cetrati e con pochi cavalieri barbari, suoi beneficiari, che era solito tenere a guardia della sua persona, vola all'improvviso verso il vallo, interrompe i discorsi dei soldati, allontana i nostri dall'accampamento, uccide quelli che cattura. I rimanenti dei nostri si radunano e, spaventati dall'improvviso pericolo, avvolgono il braccio sinistro nel mantello e impugnano le spade e così si difendono dai cetrati e dai cavalieri,confidando nella vicinanza del campo. E si ritirano nell'accampamento e vengono difesi da quelle coorti che erano di guardia presso le porte.