Traduzione di Paragrafo 71, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Erat occasio bene gerendae rei. Neque vero id Caesarem fugiebat, tanto sub oculis accepto detrimento perterritum exercitum sustinere non posse, praesertim circumdatum undique equitatu, cum in loco aequo atque aperto confligeretur; idque ex omnibus partibus ab eo flagitabatur. Concurrebant legati, centuriones tribunique militum: ne dubitaret proelium committere; omnium esse militum paratissimos animos. Afranianos contra multis rebus sui timoris signa misisse: quod suis non subvenissent, quod de colle non decederent, quod vix equitum incursus sustinerent collatisque in unum locum signis conferti neque ordines neque signa servarent. Quod si iniquitatem loci timeret, datum iri tamen aliquo loco pugnandi facultatem, quod certe inde decedendum esset Afranio nec sine aqua permanere posset.

Traduzione all'italiano


Era il momento opportuno per condurre a buon esito l'azione. E invero non sfuggiva a Cesare che l'esercito atterrito, subita una così grande perdita davanti agli occhi di tutti, non era in grado di opporre resistenza, soprattutto perché circondato da ogni parte dalla cavalleria, qualora si venisse alle armi in una zona aperta e piana; tutti insistevano perché attaccasse battaglia. Luogotenenti, centurioni, tribuni dei soldati accorrevano presso di lui invitandolo a non esitare a combattere: il morale di tutti i soldati, dicevano, è altissimo, dall'altra parte gli Afraniani in molte situazioni hanno mostrato i segni del loro timore, non sono venuti in aiuto ai loro, non sono scesi dal colle, a stento hanno sostenuto gli attacchi della cavalleria e, riunite in un solo luogo le insegne, tutti in mucchio, non badano a tenere i ranghi. Se si temeva lo svantaggio della posizione, si avrebbe avuto la possibilità di combattere in un luogo qualsiasi, poiché di sicuro Afranio doveva scendere dalla sua altura non potendo rimanere per tanto tempo senza acqua.