Traduzione di Paragrafo 70, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Erat in celeritate omne positum certamen, utri prius angustias montesque occuparent; sed exercitum Caesaris viarum difficultates tardabant, Afranii copias equitatus Caesaris insequens morabatur. Res tamen ab Afranianis huc erat necessario deducta, ut, si priores montes, quos petebant, attigissent, ipsi periculum vitarent, impedimenta totius exercitus cohortesque in castris relictas servare non possent; quibus interclusis exercitu Caesaris auxilium ferri nulla ratione poterat. Confecit prior iter Caesar atque ex magnis rupibus nactus planitiem in hac contra hostem aciem instruit. Afranius, cum ab equitatu novissimum agmen premeretur, ante se hostem videret, collem quendam nactus ibi constitit. Ex eo loco IIII cetratorum cohortes in montem, qui erat in conspectu omnium excelsissimus, mittit. Hunc magno cursu concitatos iubet occupare, eo consilio, uti ipse eodem omnibus copiis contenderet et mutato itinere iugis Octogesam perveniret. Hunc cum obliquo itinere cetrati peterent, conspicatus equitatus Caesaris in cohortes impetum fecit; nec minimam partem temporis equitum vim cetrati sustinere potuerunt omnesque ab eis circumventi in conspectu utriusque exercitus interficiuntur.

Traduzione all'italiano


La contesa fra chi per primo avrebbe preso possesso delle gole e dei monti dipendeva tutta dalla velocità, ma le difficoltà delle strade facevano ritardare l'esercito di Cesare, mentre la sua cavalleria ostacolava le truppe di Afranio inseguendole. Tuttavia per i seguaci di Afranio la situazione era giunta a tale nodo cruciale che, se per primi avessero occupato i monti verso i quali si dirigevano, essi stessi avrebbero evitato il pericolo, ma non avrebbero potuto salvare i bagagli di tutto l'esercito e le coorti lasciate nell'accampamento; isolati dall'esercito di Cesare, non avrebbero potuto in nessun modo ricevere aiuto. Cesare giunse per primo e, trovata una pianura oltre le grandi rupi, qui schierò contro il nemico l'esercito in ordine di battaglia. Afranio, poiché la sua retroguardia era incalzata dalla cavalleria, vedendo davanti a sé il nemico, trovato un colle vi si fermò. Da questo punto invia quattro coorti cetrate sul monte che appariva il più alto di tutti. Dà l'ordine di andare a occuparlo di corsa con l'intenzione di dirigervisi egli stesso con tutte le forze e di giungere a Octogesa, cambiando strada e passando per le alture. Mentre i soldati cetrati si dirigevano qui con un percorso obliquo, la cavalleria di Cesare li vede e li assale; non furono in grado di sostenere nemmeno per un po' la forza della cavalleria e dopo essere stati tutti quanti circondati vengono uccisi al cospetto di entrambi gli eserciti.