Traduzione di Paragrafo 63, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Iam vero eo magis illi maturandum iter existimabant. Itaque duabus auxiliaribus cohortibus Ilerdae praesidio relictis omnibus copiis Sicorim transeunt et cum duabus legionibus, quas superioribus diebus traduxerant, castra coniungunt. Relinquebatur Caesari nihil, nisi uti equitatu agmen adversariorum male haberet et carperet. Pons enim ipsius magnum circuitum habebat, ut multo breviore itinere illi ad Hiberum pervenire possent. Equites ab eo missi flumen transeunt et, cum de tertia vigilia Petreius atque Afranius castra movissent, repente sese ad novissimum agmen ostendunt et magna multitudine circumfusa morari atque iter impedire incipiunt.

Traduzione all'italiano


Allora invero più che mai i nemici pensavano di dovere affrettare la partenza. E così lasciate due coorti ausiliarie di guardia a Ilerda, con tutte le milizie attraversano il Sicori e si uniscono alle due legioni che l'avevano passato nei giorni precedenti. A Cesare non rimaneva che molestare e assalire con la cavalleria la schiera nemica. Infatti il passaggio sul suo ponte prevedeva un lungo giro, mentre i nemici potevano giungere all'Ebro con un tragitto più breve. I cavalieri inviati da Cesare attraversano il fiume e, quando intorno alla mezzanotte Afranio e Petreio iniziano la marcia, si mostrano all'improvviso alla retroguardia nemica e, sparsisi in gran numero all'intorno, incominciano a creare ostacoli e a impedire la marcia.