Traduzione di Paragrafo 58, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Ipsi Massilienses et celeritate navium et scientia gubernatorum confisi nostros eludebant impetusque eorum decipiebant et, quoad licebat latiore uti spatio, producta longius acie circumvenire nostros aut pluribus navibus adoriri singulas aut remos transcurrentes detergere, si possent, contendebant; cum propius erat necessario ventum, ab scientia gubernatorum atque artificiis ad virtutem montanorum confugiebant. Nostri cum minus exercitatis remigibus minusque peritis gubernatoribus utebantur, qui repente ex onerariis navibus erant producti neque dum etiam vocabulis armamentorum cognitis, tum etiam tarditate et gravitate navium impediebantur; factae enim subito ex humida materia non eundem usum celeritatis habebant. Itaque, dum locus comminus pugnandi daretur, aequo animo singulas binis navibus obiciebant atque iniecta manu ferrea et retenta utraque nave diversi pugnabant atque in hostium naves transcendebant et magno numero Albicorum et pastorum interfecto partem navium deprimunt, nonnullas cum hominibus capiunt, reliquas in portum compellunt. Eo die naves Massiliensium cum eis, quae sunt captae, intereunt VIIII.

Traduzione all'italiano


Gli stessi Marsigliesi, confidando nella velocità delle navi e nell'abilità dei timonieri, si prendevano gioco dei nostri e schivavano i loro assalti e, finché era loro possibile prendere il largo, estesa per un tratto più ampio la linea del combattimento, si sforzavano di circondare i nostri o di assalire a una a una le nostre navi con un gran numero di loro navi o, se era possibile, di affiancarsi e rompere i remi. Quando poi non potevano fare a meno di venire abbordati, messa da parte l'arte e le astuzie dei piloti, facevano ricorso al valore dei montanari. I nostri non solo avevano rematori meno addestrati e nocchieri meno accorti, che erano stati presi in gran fretta dalle navi da carico e non avevano ancora imparato il vocabolario tecnico degli attrezzi, ma erano anche impediti dalla lentezza e dal peso delle navi. Erano infatti state costruite in fretta con legname non stagionato e non avevano lo stesso vantaggio della celerità. E così pur di avere modo di combattere da vicino, volentieri si scagliavano con una singola nave contro due e, lanciate le mani di ferro, tenendo ferme entrambe le navi, combattevano da una parte e dall'altra, arrembando le navi dei nemici. Uccidono un gran numero di Albici e di pastori, affondano parte delle navi, ne catturano alcune con l'equipaggio, ricacciano nel porto le altre. In quel giorno andarono perdute nove navi marsigliesi, comprese quelle catturate.