Traduzione di Paragrafo 44, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Genus erat pugnae militum illorum, ut magno impetu primo procurrerent, audacter locum caperent, ordines suos non magnopere servarent, rari dispersique pugnarent; si premerentur, pedem referre et loco excedere non turpe existimarent cum Lusitanis reliquisque barbaris barbaro genere quodam pugnae assuefacti; quod fere fit, quibus quisque in locis miles inveteraverit, ut multum earum regionum consuetudine moveatur. Haec tum ratio nostros perturbavit insuetos huius generis pugnae: circumiri enim sese ab aperto latere procurrentibus singulis arbitrabantur; ipsi autem suos ordines servare neque ab signis discedere neque sine gravi causa eum locum, quem ceperant, dimitti censuerant oportere. Itaque perturbatis antesignanis legio, quae in eo cornu constiterat, locum non tenuit atque in proximum collem sese recepit.

Traduzione all'italiano


La tattica dei soldati di Afranio era di avanzare subito con grande impeto, prendere audacemente posizione, non conservare le file, combattere qua e là in piccoli gruppi; se venivano incalzati, giudicavano non vergognoso ritirarsi e abbandonare la posizione, perché con i Lusitani e con altri barbari si erano abituati a un metodo rozzo di combattimento; avviene quasi sempre che ogni soldato risenta delle abitudini dei luoghi in cui ha servito a lungo. In quell'occasione questa tattica sconvolse i nostri non avvezzi a quel genere di combattimento; poiché gli avversari avanzavano di corsa uno a uno, i nostri pensavano di venire attaccati dal fianco scoperto; avevano inoltre pensato di dovere conservare le proprie file, non allontanarsi dalle insegne e, senza grave causa, non lasciare quella posizione che avevano raggiunto. E così per lo scompiglio dell'avanguardia la legione che si trovava in quell'ala non fu in grado di tenere la propria posizione e si ritirò sul colle vicino.