Traduzione di Paragrafo 43, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Erat inter oppidum Ilerdam et proximum collem, ubi castra Petreius atque Afranius habebant, planities circiter passuum CCC, atque in hoc fere medio spatio tumulus erat paulo editior; quem si occupavisset Caesar et communisset, ab oppido et ponte et commeatu omni, quem in oppidum contulerant, se interclusurum adversarios confidebat. Hoc sperans legiones III ex castris educit acieque in locis idoneis instructa unius legionis antesignanos procurrere atque eum tumulum occupare iubet. Qua re cognita celeriter quae in statione pro castris erant Afranii cohortes breviore itinere ad eundem occupandum locum mittuntur. Contenditur proelio, et quod prius in tumulum Afraniani venerant, nostri repelluntur atque aliis submissis subsidiis terga vertere seque ad signa legionum recipere coguntur.

Traduzione all'italiano


Vi era tra la città di Ilerda e il colle vicino, dove Petreio e Afranio avevano l'accampamento, una pianura di circa trecento passi; quasi nel punto intermedio vi era una modesta altura. Cesare sperava che, se se ne fosse impossessato e l'avesse fortificata, avrebbe tagliato fuori gli avversari dal ponte, dalla città e da tutte le vettovaglie in essa accumulate. Con questa speranza conduce fuori dall'accampamento tre legioni e, disposte le file di battaglia in luoghi idonei, ordina all'avanguardia di una sola legione di avanzare e occupare quel colle. Una volta che ciò fu noto, le coorti di Afranio che erano di guarnigione davanti all'accampamento vengono velocemente mandate per una via più breve a occupare il medesimo luogo. Si giunge a battaglia e, poiché per primi erano sopraggiunti sul colle i soldati di Afranio, i nostri vengono respinti e, in seguito all'invio di altri aiuti nemici, vengono costretti alla fuga e a ritirarsi presso le legioni.