Traduzione di Paragrafo 38, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Adventu L.Vibulli Rufi, quem a Pompeio missum in Hispaniam demonstratum est, Afranius et Petreius et Varro, legati Pompei, quorum unus Hispaniam citeriorem tribus legionibus, alter ulteriorem a saltu Castulonensi ad Anam duabus legionibus, tertius ab Ana Vettonum agrum Lusitaniamque pari numero legionum optinebat, officia inter se partiuntur, uti Petreius ex Lusitania per Vettones cum omnibus copiis ad Afranium proficiscatur, Varro cum eis, quas habebat, legionibus omnem ulteriorem Hispaniam tueatur. His rebus constitutis equites auxiliaque toti Lusitaniae a Petreio, Celtiberiae, Cantabris barbarisque omnibus, qui ad Oceanum pertinent, ab Afranio imperantur. Quibus coactis celeriter Petreius per Vettones ad Afranium pervenit, constituuntque communi consilio bellum ad Ilerdam propter ipsius opportunitatem gerere.

Traduzione all'italiano


All'arrivo di L. Vibullio Rufo, che come si è detto era stato mandato in Spagna da Pompeo, Afranio, Petreio e Varrone, luogotenenti di Pompeo, dei quali il primo controllava con tre legioni la Spagna Citeriore, il secondo, con due legioni, quella Ulteriore dal valico di Castulo all'Anas, il terzo, con un uguale numero di legioni, a partire dall'Anas il territorio dei Vettoni e la Lusitania, si dividono tra di loro i compiti: Petreio, dalla Lusitania attraverso il territorio dei Vettoni, si deve congiungere, insieme con tutte le milizie, con Afranio, Varrone con le legioni in suo possesso deve difendere tutta la Spagna Ulteriore. Stabilito ciò, Petreio fa richiesta di cavalieri e truppe ausiliarie a tutta la Lusitania, Afranio alla Celtiberia, ai Cantabri e a tutti i barbari confinanti con l'Oceano. Radunate queste forze, Petreio, passando per il territorio dei Vettoni, raggiunge in breve tempo Afranio; per comune accordo stabiliscono di condurre le operazioni di guerra presso Ilerda, a causa della sua posizione strategica.