Traduzione di Paragrafo 36, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Haec dum inter eos aguntur, Domitius navibus Massiliam pervenit atque ab eis receptus urbi praeficitur; summa ei belli administrandi permittitur. eius imperio classem quoquo versus dimittunt; onerarias naves, quas ubique possunt, deprehendunt atque in portum deducunt, parum clavis aut materia atque armamentis instructis ad reliquas armandas reficiendasque utuntur; frumenti quod inventum est, in publicum conferunt; reliquas merces commeatusque ad obsidionem urbis, si accidat, reservant. Quibus iniuriis permotus Caesar legiones tres Massiliam adducit; turres vineasque ad oppugnationem urbis agere, naves longas Arelate numero XII facere instituit. Quibus effectis armatisque diebus XXX, a qua die materia caesa est, adductisque Massiliam his D. Brutum praeficit, C. Trebonium legatum ad oppugnationem Massiliae relinquit.

Traduzione all'italiano


Durante questi colloqui, Domizio giunge con le navi a Marsiglia e, accolto dai Marsigliesi, viene messo a capo della città; a lui è affidata la suprema direzione della guerra. Al suo comando la flotta viene inviata ovunque; si impossessano delle navi onerarie ove possono e le conducono in porto; si servono di quelle poche provviste di ferro, legname o altri attrezzi per riparare e armare le altre; raccolgono nei magazzini dello stato il frumento che viene trovato; mettono in serbo altri tipi di merce e vettovaglie da utilizzare nel caso di un assedio della città. Cesare, mosso da tali affronti, conduce tre legioni davanti a Marsiglia; ordina la costruzione di torri e casotti mobili per l'assedio della città, ad Arles fa costruire dodici navi da guerra. Esse vengono costruite e armate dopo soli trenta giorni dal taglio del legname; condotte a Marsiglia, Cesare le pone sotto il comando di D. Bruto e lascia il suo luogotenente C. Trebonio all'assedio della città.