Traduzione di Paragrafo 30, Libro 1 di Cesare

Versione originale in latino


Itaque in praesentia Pompei sequendi rationem omittit, in Hispaniam proficisci constituit: duumviris municipiorum omnium imperat, ut naves conquirant Brundisiumque deducendas curent. Mittit in Sardiniam cum legione una Valerium legatum, in Siciliam Curionem pro praetore cum legionibus duabus; eundem, cum Siciliam recepisset, protinus in Africam traducere exercitum iubet. Sardiniam obtinebat M. Cotta, Siciliam M. Cato; Africam sorte Tubero obtinere debebat. Caralitani, simul ad se Valerium mitti audierunt, nondum profecto ex Italia sua sponte Cottam ex oppido eiciunt. Ille perterritus, quod omnem provinciam consentire intellegebat, ex Sardinia in Africam profugit. Cato in Sicilia naves longas veteres reficiebat, novas civitatibus imperabat. Haec magno studio agebat. In Lucanis Brutiisque per legatos suos civium Romanorum delectus habebat, equitum peditumque certum numerum a civitatibus Siciliae exigebat. Quibus rebus paene perfectis adventu Curionis cognito queritur in contione sese proiectum ac proditum a Cn. Pompeio, qui omnibus rebus imparatissimis non necessarium bellum suscepisset et ab se reliquisque in senatu interrogatus omnia sibi esse ad bellum apta ac parata confirmavisset. Haec in contione questus ex provincia fugit.

Traduzione all'italiano


E così per il momento Cesare tralascia di inseguire Pompeo; decide di partire alla volta della Spagna; ordina ai duumviri di ogni municipio di procurarsi delle navi e farle pervenire a Brindisi. Manda in Sardegna con una legione il luogotenente Valerio, in Sicilia il propretore Curione con tre legioni; gli ordina, non appena presa la Sicilia, di trasportare subito in Africa l'esercito. M. Cotta governava la Sardegna, M. Catone la Sicilia; l'Africa era toccata in sorteggio a Tuberone. Gli abitanti di Cagliari,di propria iniziativa, non appena seppero che da loro era stato inviato Valerio, e prima ancora che egli lasci l'Italia, cacciano dalla città Cotta. Costui, atterrito perché capiva che tutta la provincia la pensava allo stesso modo, fugge dalla Sardegna in Africa. In Sicilia Catone faceva riparare vecchie navi da guerra, e ne richiedeva delle nuove alle città. Lavorava con grande impegno. In Lucania e nel Bruzzio faceva leve di cittadini romani tramite i suoi luogotenenti; esigeva dalle città della Sicilia un certo numero di cavalieri e fanti. Quando queste operazioni erano quasi compiute, Catone, venuto a conoscenza dell'arrivo di Curione, in una adunanza pubblica si lamenta di essere stato abbandonato e tradito da Cn. Pompeo che, senza alcun preparativo, aveva intrapreso senza necessità una guerra e, alle sue domande e a quelle del senato, aveva assicurato di avere preparato e predisposto tutto all'uopo. Dopo essersi così lamentato in assemblea, fugge via dalla provincia.