Traduzione di Carme 51 - Traduzione 3, Sezione 1 Nugae di Catullo

Versione originale in latino


Ille mi par esse deo videtur,
ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnes
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
<vocis in ore;>
lingua sed torpet, tenuis sub artus
flamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.

Otium, Catulle, tibi molestus:
otio exsultas nimiumque gestis.
Otium et reges prius et beatas
perdidit urbes.

Traduzione all'italiano


Quegli mi sembra che sia simile a un dio,
(mi sembra) che superi gli dei, se è lecito,
quegli che, spesso sedendo davanti a te,
ti ascolta e ti vede,
mentre ridi dolcemente, cosa che mi strappa
tutte le forze: infatti, Lesbia, quando ti guardo,
non mi resta in bocca un filo di voce,
ma la lingua si intorpidisce, una tenue fiamma
scorre giù per le membra, le orecchie
rombano per un loro proprio suono,
entrambi gli occhi sono coperti
dalle tenebre.

L'ozio, Catullo, è un tormento per te:
ti ecciti ed esulti troppo per l'ozio.
L'ozio perdette in passato anche re
e città felici.