Virgilio, Felix qui potuit rerum cognoscere causas - (Georgiche, 2. vv. 490 - 499)

Versione originale in latino


Felix qui potuit rerum cognoscere causas
atque metus omnis et inexorabile fatum
subiecit pedibus strepitumque Acherontis auari:
fortunatus et ille deos qui nouit agrestis
Panaque Siluanumque senem Nymphasque sorores.
illum non populi fasces, non purpura regum
flexit et infidos agitans discordia fratres,
aut coniurato descendens Dacus ab Histro,
non res Romanae perituraque regna; neque ille
aut doluit miserans inopem aut inuidit habenti.
quos rami fructus, quos ipsa uolentia rura

Traduzione all'italiano


Felice l'uomo che ha potuto conoscere il perché delle cose
e si è buttato alle spalle ogni paura e il destino
che non da tregua e lo strepito dell'avaro Acheronte.
Poi fortunato chi conosce gli dèi della campagna
Pane e Silvano ormai vecchio e le Ninfe sorelle!
Perché non è stato piegato da avidità di potere ne
dalla porpora regale ne dalla discordia che danna
i fratelli infedeli ne dai barbari
che dal Danubio discendono avventandosi a Roma,
non dalla forza di Roma e dai regni che si distruggono.
Egli non deve compiangere il povero o invidiare il signore