Tito Livio, Lo scontro tra Orazi e Curiazi - (Ab Urbe Condita, 1. 24)

Versione originale in latino


Forte in duobus tum exercitibus erant trigemini fratres nec aetate nec viribus dispares. Horatios Curiatiosque fuisse satis constat, nec ferme res antiqua alia est nobilior; tamen in re tam clara nominum error manet, utrius populi Horatii, utrius Curiatii fuerint. Auctores utroque trahunt; plures tamen invenio qui Romanos Horatios vocent; hos ut sequar inclinat animus. Cum trigeminis agunt reges, ut pro sua quisque patria dimicent ferro: ibi imperium fore unde victoria fuerit. Nihil recusatur; tempus et locus convenit. Priusquam dimicarent, foedus ictum inter Romanos et Albanos est his legibus, ut cuiusque populi cives eo certamine vicissent, is alteri populo cum bona pace imperitaret.

Traduzione all'italiano


Per caso allora in entrambi gli eserciti vi erano tré fratelli gemelli, non diversi di età né di forze. E' noto che si chiamavano Orazi e Curiazi, e si può dire che nessun altro fatto dell'antichità sia più famoso; tuttavia in così celebre evento rimane incertezza sui nomi, di quale popolo siano stati gli Orazi e di quale i Curiazi. Si trovano testimonianze nei due sensi; tuttavia maggiore mi risulta il numero degli autori che dicono romani gli Orazi, e questi preferisco seguire. rè propongono ai tré gemelli di combattere in duello per la loro patria: il dominio sarebbe spettato alla parte donde uscissero i vincitori. Non vien fatta la minima difficoltà: concordano il tempo e il luogo. Prima dell'inizio del duello fu stretto un patto fra i Romani e gli Albani a queste condizioni, che il popolo i cui campioni riuscissero vincitori in quel combattimento avrebbe imperato sull'altro popolo, senza opposizione da parte di questo.