Seneca, La vita non è breve per natura - (De Brevitate Vitae, 1)

Versione originale in latino


1.Maior pars mortalium Pauline de naturae malignitate conqueritur quod in exiguum aevi gignimur quod haec tam velociter tam rapide dati nobis temporis spatia decurrant adeo ut exceptis admodum pacis ceteros in ipso vitae apparatu vita destituat.[...]
3.Non exiguum temporis habemus sed multum perdidimus. Satis longa vita et in maximarum rerum consummationem large data est si tota bene collocaretur; sed ubi per luxum ac neglegentiam diffluit ubi nulli bonae rei impenditur ultima demum necessitate cogente quam ire non intelleximus transisse sentimus.
4.Ita est: non accipimus brevem vitam sed fecimus nec inopes eius sed prodigi sumus. Sicut amplae et regiae opes ubi ad malum dominum pervenerunt momento dissipantur at quamvis modicae si bono custodi traditae sunt usu crescunt: ita aetas nostra bene disponenti multum patet.

Traduzione all'italiano


1.La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lamenta della malvagità della natura, poichè siamo generati in poco tempo, poichè questi spazi di tempo dati a noi trascorrono tanto velocemente, quanto rapidamente, fino al punto che, eccetto almeno pochi, la vita abbandona gli altri nello stesso apparato (preparazione) di vita.[...]
3.Non abbiamo poco tempo, ma ne perdiamo molto. La vita è abbastanza lunga ed è concessa generosamente nel compimento di cose grandissime, se è regolata bene totalmente; ma (è) quando si dissolve per lusso e negligenza, quando non è impedita di nessuna cosa buona, concludendo finalmente l'ultima necessità, che non chiediamo di avanzare ma sentiamo di aver superato.
4.E' così: non accettiamo la vita breve ma la facciamo, nè siamo bisognosi di lei, ma prodighi. Come le opere grandi e regie, quando sono giunte ad un padrone incapace, vengono dissipate in un momento, al contrario le modeste, se sono state trasferite ad un custode esperto, ciascuno di utilità, così la nostra età si estende molto per chi la distribuisco bene.