Seneca, Umili compiti degli schiavi - (Ad Lucilium, 5.47)

Versione originale in latino


Deinde eiusdem adrogantiae proverbium iactatur, totidem hostes esse quot servos: non habemus illos hostes sed facimus. Alia interim crudelia, inhumana praetereo, quod ne tamquam hominibus quidem sed tamquam iumentis abutimur, quod, cum ad cenandum discubuimus, alius sputa deterget, alius reliquias temulentorum toro subditus colligit.
Alius pretiosas aves scindit; per pectus et clunes certis ductibus circumferens eruditam manum frusta excutit, infelix, qui huic uni vivit, ut altilia decenter secet, nisi quod miserior est qui hoc voluptatis causa docet quam qui necessitatis discit.
Alius vini minister in muliebrem modum ornatus cum aetate luctatur: non potest effugere pueritiam, retrahitur, iamque militari habitu glaber retritis pilis aut penitus evulsis tota nocte pervigilat, quam inter ebrietatem domini ac libidinem dividit et in cubiculo uir, in convivio puer est.

Traduzione all'italiano


Da qui deriva quel proverbio dell'arroganza, che ci sono tanti nemici quanti sono gli schiavi: non abbiamo quelli come nemici ma li facciamo tali. Tralascio per il momento gli altri comportamenti crudeli e disumani, per il fatto che li trattiamo non come uomini ma neppure come bestie, per il fatto che quando ci sdraiamo per cenare, uno deterge (pulisce) gli sputi, un altro chinato sotto il letto triclinio raccoglie i resti degli ubriachi.
Un altro seziona gli uccelli preziosi: stacca i pezzetti portando in giro la mano esperta tra i petti e i codrioni, infelice colui che vive solo di questa cosa, ovvero, tagliare decentemente il pollame, se non che è più infelice chi insegna questo per il piacere rispetto a chi impara per necessità.
Un altro, ministro del vino (o coppiere), abbigliato come una donna è costretto a lotta con l'età: non può fuggire la fanciullezza, ne viene ritratto (chiamato indietro), è ormai con un aspetto da soldato glabro (rasato), tagliati i peli e strappati profondamente, sta sveglio per tutta la notte, la quale notte divide tra l'ubriachezza del padrone e la sua libidine ed è marito nella stanza da letto, durante il banchetto fanciullo.