Lucrezio, Empietà della superstizione - (De Rerum Natura, 1. vv. 79 -101)

Versione originale in latino


Illud in his rebus vereor, ne forte rearis
impia te rationis inire elementa viamque
indugredi sceleris. quod contra saepius illa
religio peperit scelerosa atque impia facta.
Aulide quo pacto Triviai virginis aram
Iphianassai turparunt sanguine foede
ductores Danaum delecti, prima virorum.
cui simul infula virgineos circum data comptus
ex utraque pari malarum parte profusast,
et maestum simul ante aras adstare parentem
sensit et hunc propter ferrum celare ministros
aspectuque suo lacrimas effundere civis,
muta metu terram genibus summissa petebat.
nec miserae prodesse in tali tempore quibat,
quod patrio princeps donarat nomine regem;
nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras
deductast, non ut sollemni more sacrorum
perfecto posset claro comitari Hymenaeo,
sed casta inceste nubendi tempore in ipso
hostia concideret mactatu maesta parentis,
exitus ut classi felix faustusque daretur.
tantum religio potuit suadere malorum.

Traduzione all'italiano


Ma non pensare per caso, tu, ciò che temo:
ch'io, con siffatte opinioni,
l'inizi a un'empia dottrina e t'incammini per strade sacrileghe.
Anzi, più d'una volta, la superstizione
fu proprio lei che produsse gli empi ed orrendi misfatti.
Nel modo che orribilmente contaminarono in Aulide
l'ara alla vergine Trivia col sangue d'Ifigenia
i condottieri dei Greci, gli eletti, il fior degli eroi.
Quando, ugualmente, da entrambe le parti, a lei delle gote
fu sceso il velo attorniante i verginali capelli,
e scorse starsene il padre mesto davanti all'altare,
e i sacerdoti, vicino a lui, nascondere il ferro,
e i cittadini alla vista sua dare in lacrime, muta
per il terrore, toccava terra, prostrata a' ginocchi:
ne le poteva, infelice, in quel frangente, valere
che al rè per prima ella avesse donato il nome di padre:
che sollevata e condotta fu dalle mani degli uomini
tutta tremante all'altare: non già perché la potesse,
compiuto il rito solenne, seguire il chiaro Imeneo,
ma, per la mano del padre, proprio nel dì delle nozze,
dolente vittima, pura impuramente cadesse,
onde si desse alla flotta fausto e felice il passaggio.
Indurre a sì gran misfatto potè la superstizione.