Cicerone, Definizione perfetto oratore - (Orator, 21. 69 - 70)

Versione originale in latino


Erit igitur eloquens is qui in foro causisque civilibus ita dicet, ut probet, ut delectet, ut flectat. Probare necessitatis est, delectare suavitatis, flectere victoriae: nam id unum ex omnibus ad obtinendas causas potest plurimum. Sed quot officia oratoris, tot sunt genera dicendi: subtile in probando, modicum in delectando, vehemens in flectendo; in quo uno vis omnis oratoris est. Magni igitur iudici, summae etiam facultatis esse debebit moderator ille et quasi temperator huius tripertitae varietatis; nam et iudicabit quid cuique opus sit et poterit quocumque modo postulabit causa dicere. Sed est eloquentiae sicut reliquarum rerum fundamentum sapientia.

Traduzione all'italiano


Dico che sarà valente oratore colui che tratterà le cause così da convincere, dilettare, commuovere. Il convincere è compito della necessità, il dilettare è compito della dolcezza, commuovere è proprio della riuscita della causa, infatti questa sola cosa può moltissimo fra tutte per ottenere il successo in un processo. Ma quanti sono i doveri dell’oratore, tanti sono i registri dell’eloquenza: umile nel convincere, temperato nel dilettare, elevato nel commuovere; solo in questo consiste tutta l’abilità dell’oratore. Quindi di un importante processo egli dovrà essere anche guida di grandissima capacità oratoria e per così dire temperatore di queste tre varietà. Infatti e giudicherà che cosa sia necessario in ciascuna circostanza e saprà parlare nel modo in cui ciascuna cosa richieda. Ebbene, sapere è fondamento dell’eloquenza come delle altre cose.