Cicerone, Contro Curione - (In Verrem, 19)

Versione originale in latino


Testo latino assente.

Traduzione all'italiano


Egli (Curione) vede Verre nella folla presso lo stesso arco di Fabio, lo chiama e si congratula con lui a grandissima voce; non dice alcuna parola <sul fatto> che era stato fatto console e non parla nemmeno agli amici e parenti che erano presenti in quel momento. Si ferma con lui, lo abbraccia lo invita ad essere senza preoccupazioni: "Ti annuncio che nel comizio di oggi tu sei stato assolto". Avendo molti tra i migliori uomini udito ciò, mi viene riferito subito, anzi me lo narrava chiunque non appena mi incontrava. Ad alcuni sembrava indegno, ad altri ridicolo: da coloro, a cui <sembrava> ridicolo questo processo, veniva giudicato nella fiducia dei testimoni, nella spiegazione dei capi d’accusa, nel potere dei giudici dall’elezione dei consoli; sembrava invece uno scandalo a chi esaminava e riteneva che questa congratulazione aspettava a corrompere il processo.