Cicerone, Numa non fu discepolo di Pitagora - (De Republica, 2. 28)

Versione originale in latino


"Hoc memoriae proditum est Africane, regem istum Numam Pythagorae ipsius discipulum aut certe Pythagoreum fuisse? Saepe enim hoc de maioribus natu audivimus, et ita intellegimus vulgo existimari; neque vero satis id annalium publicorum auctoritate declaratum videmus". Tum Scipio: "Falsum est enim Manili" inquit "id totum, neque solum fictum sed etiam imperite absurdeque fictum; ea sunt enim demum non ferenda mendacia, quae non solum ficta esse sed ne fleri quidem potuisse cernimus. Nam quartum iam annum regnante Lucio Tarquinio Superbo Sybarim et Crotonem et in eas Italiae partis Pythagoras venisse reperitur; olympias enim secunda et sexagesima eadem Superbi regni initium et Pythagorae declarat adventum.

Traduzione all'italiano


"Africano, questo è stato tramandato, (e cioè che) questo re Numa fu discepolo proprio di Pitagora o almeno un Pitagorico? Spesso infatti abbiamo sentito questo dai più anziani, e così crediamo che sia creduto dal popolo; ma non vediamo ciò dichiarato a sufficienza dall'autorità degli annali pubblici". Allora Scipione disse: "Infatti è falso interamente falso, Manilio, e non solo finto, ma anche grossolanamente ed assurdamente finto; infatti appunto non bisogna sopportare tali bugie, che non solo sono finte ma nemmeno capiamo che abbiano potuto commuovere. Infatti già nel quarto anno del regno di Lucio Tarquinio il Superbo si legge che Pitagora venne a Sibari e a Crotone e in quelle parti dell'Italia; infatti la stessa sessantaduesima Olimpiade segna l'inizio del regno del Superbo e l'arrivo di Pitagora.