Cesare, Flotta da riparare - (De Bello Gallico, 5.11)

Versione originale in latino


His rebus cognitis Caesar legiones equitatumque revocari atque in itinere resistere iubet, ipse ad naves revertitur; eadem fere quae ex nuntiis litterisque cognoverat coram perspicit, sic ut amissis circiter XL navibus reliquae tamen refici posse magno negotio viderentur. Itaque ex legionibus fabros deligit et ex continenti alios arcessi iubet; Labieno scribit, ut quam plurimas posset eis legionibus, quae sunt apud eum, naves instituat. Ipse, etsi res erat multae operae ac laboris, tamen commodissimum esse statuit omnes naves subduci et cum castris una munitione coniungi.

Traduzione all'italiano


Sapute queste cose, Cesare comandò (lett.: comanda) di richiamare le legioni e la cavalleria e di resistere durante il viaggio, egli stesso torna alle navi; può vedere di persona quasi la stessa cosa che ebbe saputo dai messaggeri e dalle missive, cosicché, perse circa quaranta navi, sembrasse che le restanti potessero essere riparate (solo) con grande sforzo. E così dalle legioni raccolse (lett.: raccoglie) alcuni operai ed ordinà (lett.: ordina) che ne siano presi altri dal continente; scrisse (lett.: scrive) a Labieno che, con le sue legioni che fossero vicine a loro(a Cesare e le truppe), preparasse quante più navi potesse. Egli stesso, anche se era un affare di grande lavoro e sforzo, pensava comunque che fosse molto comodo che le navi fossero tirate in secco e che fossero riunite all’accampamento con una sola fortificazione.