Traduzione di Paragrafo 17, Libro 7 di Aulo Gellio

Versione originale in latino


Nonnulli scriptores tradunt Pisistratum tyrannum primum Athenis bibliothecas instituisse, in quibus libri disciplinarum liberalium ab omnibus legi possent. Deinde studiosius et accuratius ipsi Athenienses bibliothecas auxerunt. At postea omnem illam librorum copiam Xerxes, cum Athenas cepisset, urbe ipsa praeter arcem incensa, abstulit atque in Persidem asportavit. Hi porro libri universi, multis post tempestatibus, Seleucus rex, qui appellatus est Nicanor, ut Athenas referrentur curavit. Ingens postea numerus librorum in Aegypto a Ptolemaeis regibus vel conquisitus vel confectus est ad milia septingenta voluminum: sed ea omnia, bello priore Alexandrino, dum diripitur ea civitas, a militibus auxiliariis casu, non sponte neque opera consulta, incensa sunt.

Traduzione all'italiano


Alcuni scrittori tramandano che il tiranno Pisistrato per primo abbia creato le biblioteche ad Atene, nelle quali i libri delle arti liberali potevano essere letti da tutti. In seguito, gli stessi Ateniesi in modo più diligente ed accurato arricchirono le biblioteche. Ma, successivamente, Serse, avendo preso Atene, dopo che la stessa città era stata incendiata tranne la roccaforte, portò via tutta quella abbondanza di libri e (li) trasportò in Persia. Dopo molto tempo, il re Seleuco, che è chiamato Nicanore, ebbe cura che tutti questi libri fossero portati di nuovo ad Atene. Poi, un grande numero di libri, circa 1700 volumi, o fu raccolto o fu messo insieme in Egitto dal re Tolomeo: ma tutti quei volumi, nella precedente guerra alessandrina, mentre quella città veniva saccheggiata, furono bruciati per caso dalle truppe ausiliarie, non per volontà né per ordine ricevuto.

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