Traduzione di Paragrafo 9 - Una forte emozione può ridare l'uso della parola, Libro 5 di Aulo Gellio

Versione originale in latino


Filius Croesi regis, cum iam fari per aetatem posset, infans erat et, cum iam multum adolevisset, item nihil fari quibat. Mutus adeo et elinguis diu habitus est. Cum in patrem eius bello magno victum et urbe, in qua erat, capta hostis gladio educto regem esse ignorans invaderet, diduxit adulescens os clamare nitens eoque nisu atque impetu spiritus vitium nodumque linguae rupit planeque et articulate elocutus est clamans in hostem, ne rex Croesus occideretur. Tum et hostis gladium reduxit, et rex vita donatus est, et adulescens loqui prorsum deinceps incepit. Sed et quispiam Samius athleta,cum antea non loquens fuisset, ob similem dicitur causam loqui coepisse. Nam cum in sacro certamine sortitio inter ipsos et adversarios non bona fide fieret et sortem nominis falsam subici animadvertisset, repente in eum, qui id faciebat, videre sese, quid faceret, magnum inclamavit. Atque is oris vinculo solutus per omne inde vitae tempus non turbide neque adhaese locutus est.

Traduzione all'italiano


Il figlio del re Creso, sebbene potesse già parlare data l'età, era ancora muto, ed essendo già molto cresciuto, non poteva parlare per niente. Egli fu ritenuto muto e senza lingua a lungo. Dopo che Creso fu vinto in battaglia, essendo stata presa la città, nella quale era, il nemico gli piombò addosso, sguainando la spada, non sapendo che fosse il re. Suo figlio aprì la bocca, tentando di chiamare, e ruppe il difetto ed il nodo della lingua con quello sforzo e parlò chiaramente e in modo articolato, gridando contro il nemico di non uccidere il re Creso. Allora il nemico rifoderò la spada, donò la vita al re ed il giovane cominciò a parlare d'ora in poi. Ma anche un certo atleta di Samo cominciò a parlare per una causa simile, non essendo stato prima capace di farlo. Infatti, poichè si stava facendo il sorteggio nella gara tra gli abitanti di Samo e gli avversari slealmente, e poichè si era accorto l'atleta che si falsificava il sorteggio del nome, gridò repentinamente contro quello che faceva ciò, che egli vedeva ciò che faceva. E da allora in poi parlò correttamente.

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