blakman di blakman
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τεθνάμεναι γὰρ καλὸν ἐνὶ προμάχοισι πεσόντα
ἄνδρ' ἀγαθὸν περὶ ἧι πατρίδι μαρνάμενον·
τὴν δ' αὐτοῦ προλιπόντα πόλιν καὶ πίονας ἀγροὺς
πτωχεύειν πάντων ἔστ' ἀνιηρότατον,
πλαζόμενον σὺν μητρὶ φίληι καὶ πατρὶ γέροντι

παισί τε σὺν μικροῖς κουριδίηι τ' ἀλόχωι.[...]

Bello, morire cadendo in prima fila,
per un uomo valente, mentre lotta per la sua patria;
ma lasciare la propria citttà ed i grassi campi,
e andare accattando,è la sorte più miseranda di tutte,
errando con la madre e col padre ormai vecchio,
con i figli piccoli e con la legittima sposa.[...]
....

Commento

L'inadeguatezza dell'antica ἀρετή

In conseguenza della nuova mentalità, fondata non sulla valutazione del singolo, ma sul senso di un civismo collettivo,lo stato non esigeva dallo Spartiata nessuna delle qualità che avevano reso unici e degni di ammirazione i personaggi dell'epos, come le capacità agonali, la forza, la velocità, la bellezza, la ricchezza, la regalità, l'eloquenza; pretendeva piuttosto da ciascuno un eroismo anonimo, fondato sullo spirito di sacrificio in difesa della comunità, che coinvolgeva nei rischi di guerra tutti i cittadini,dai giovanissimi che avevano appena raggiunto l'età delle armi,ai combattenti più avanti negli anni,ma ancora sensibili,con profondo civismo,ai loro doveri verso la città. Tirteo analizzò a fondo questo nuovo concetto di ἀρετή,espressione al tempo stesso di civismo e di valore guerriero. Nella più famosa delle sue elegie,la voce del poeta si rivolgeva a tutti,proponendo gloria della bella morte e l'infamia della fuga,con toni spiccatamente parenetici,sottolineati anche formalmente dal frequente uso dell'imperativo.

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