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Archidamo, Par. 107 - 109 scaricato 44 volte

[107]Ἢν μὲν γὰρ ἐθέλωμεν ἀποθνῄσκειν ὑπὲρ τῶν δικαίων, οὐ μόνον εὐδοκιμήσομεν, ἀλλὰ καὶ τὸν ἐπίλοιπον χρόνον ἀσφαλῶς ἡμῖν ἐξέσται ζῆν· εἰ δὲ φοβησόμεθα τοὺς κινδύνους, εἰς πολλὰς ταραχὰς καταστήσομεν ἡμᾶς αὐτούς.

Se desiderassimo morire per la giustizia, non solo godremmo di buona fama ma ci sarà anche possibile vivere con sicurezza per il tempo che ci resta; se invece avremo paura dei pericoli esporremo noi stessi a molti turbamenti.

[newpage][108]Παρακαλέσαντες οὖν ἀλλήλους ἀποδῶμεν τὰ τροφεῖα τῇ πατρίδι, καὶ μὴ περιίδωμεν ὑβρισθεῖσαν τὴν Λακεδαίμονα καὶ καταφρονηθεῖσαν, μηδὲ ψευσθῆναι ποιήσωμεν τῶν ἐλπίδων τοὺς εὔνους ἡμῖν ὄντας, μηδὲ περὶ πλείονος φανῶμεν ποιούμενοι τὸ ζῆν τοῦ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις εὐδοκιμεῖν,

Perciò dopo esserci incoraggiati a vicenda, paghiamo alla patria il compenso per il nutrimento ricevuto, non permetteremo che Sparta venga fatta oggetto di violenza e disprezzata e non facciamo sì che vengano delusi nelle loro speranze coloro che sono ben disposti verso di noi e non sembri che noi stimiamo di più il vivere dell’acquistare una buona fama presso gli uomini,

[newpage][109] ἐνθυμηθέντες ὅτι κάλλιόν ἐστιν ἀντὶ θνητοῦ σώματος ἀθάνατον δόξαν ἀντικαταλλάξασθαι, καὶ ψυχῆς, ἣν οὐχ ἕξομεν ὀλίγων ἐτῶν, πρίασθαι τοιαύτην εὔκλειαν, ἣ πάντα τὸν αἰῶνα τοῖς ἐξ ἡμῶν γενομένοις παραμενεῖ, πολὺ μᾶλλον ἢ μικροῦ χρόνου γλιχομένους μεγάλαις αἰσχύναις ἡμᾶς αὐτοὺς περιβαλεῖν

avendo pensato che è più solida una fama immortale con un corpo immortale e anziché la vita, che non avremo più tra pochi anni, acquistare una tale gioia che rimarrà per sempre ai nostri discendenti molto di più che cacciarsi in imprese vergognose, aspirandovi per poco tempo.

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