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'Ερμῆς βουλόμενος μανθάνειν ἐν τίνι τιμῇ παρὰ τοῖς ἀνθρώποις ἐστίν, ἦκεν ἐφομοιούμενος ᾀνθρώπῳ εἰς ἀγαλματοποιοῦ ἐργαστήριον. Καὶ θεώμενος Διὸς ἄγαλμα ἐπυνθάνετο πόσου πιπράσκοιτο. Λέγοντος δὲ τοῦ αγαλματοποιοῦ ὅτι δράχμης, ἐγέλα και ἠρώτα τὸ τῆς Ἥρας πόσου πιπράσκοιτο.

Λέγοντος δὲ αὐτοῦ ἔτι μείζονος, ὁ Ἑρμῆς ἐθεᾶτο καὶ τò αὑτοῦ ἄγαλμα καὶ ὑπελάμβανεν ὅτι οἱ ἄνθρωποι, ἐπειδὴ καὶ ἄγγελός ἐστι τῶν θεῶν καὶ ἐπικερδῆς, περì πολλοῦ αυτòν ποιοῖντο.
Διόπερ ἐπυνθάνετο ὁ θεòς πόσου τò τοῦ Ἑρμοῦ πωλοίη, και ὁ ἀγαλματοποιòς ἔλεγεν : « Ἀλλ' εἰ τòν Δία και την Ἥραν ἀγοραζεις, τòν Ἑρμῆν προσθήκην μέλλεις ἔχειν ». Ὁ λόγος ἀρμόζει πρòς ἄνδρα κενόδοξον, ἐν εὐδεμίᾳ τιμῇ παρὰ ἄλλοις ὄντα.

Ermes, volendo capire in quale onore fosse presso gli uomni, arrivò facendosi simile ad un uomo al laboratorio di uno scultore. E vedendo una statua di Zeus, chiedeva a quanto la vendeva. Poichè lo scultore diceva ( che la vendeva ) ad una dracma, si metteva a ridere e chiedeva a quanto vendeva quella di Era.
Poichè lui diceva ( che la vendeva ) a prezzo ancora maggiore, Ermes guardava anche la sua statua e immaginava che gli uomini, poichè era anche messaggero degli déi e protettore del commercio, lo valutassero molto. Perciò il dio chiese ( letter. : chiedeva ) a quanto vendesse la statua di Ermes, e lo scultore diceva : « Se compri lo Zeus e l'Era, avrai ( sei sul punto di avere... ) in aggiunta anche l'Ermes ».
La favola è adatta all'uomo vanitoso, che non è in nessun conto presso gli altri.

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