Il destino dei tiranni

TRIAKONTA (pagina 260 numero 13)

Οι τύραννοι των μεγιστων αγαθων ελάχιστα μετέχουσι, των δέ μεγìστων κακων πλειστα κέκτηναι. Αυτìκα γάρ ει μέν ειρήνη μέγα αγαθον τοις ανθρώποις ειναι, ταύτης ελάχιστον τοις τυράννοις μέτεστιν· Ευθύς γάρ, άν μή η πολις αυτων κοινόν πόλεμον πολεμη, έξεστιν όποι άν βούλωνται πορεύεσθαι μηδέν φοβουμένους μή τις αυτούς ατοκτείνη, οι δέ τύραννοι πάντες πανταχη, ως διά πολεμίας πορευονται. Αυτοί τε γουν ωπλισμένοι οίονται ανάγκην ειναι διάγειν καì άλλους οπλοφόρους αεì συμπεριαάγεσθαι. Έπειτα δέ οι μέν ιδιωται, εάν καì στρατεύωνται που εις πολεμίαν, αλλ'ουν επειδάν γε οίκαδε, ασφάλειαν σφίσιν ηγουνται ειυαι, οι δέ τύραννοι επειδάν εις τήν εαυτων πόλιν αφίκωνται, τότε ευ πλεìστοις πολεμίοις ίσασιν όντες.

I tiranni prendono parte pochissimo ai beni maggiori e invece hanno sempre ottenuto la massima parte dei più grandi mali. Per esempio infatti se la pace sembra essere un gran bene per gli uomini, di questa spetta una piccolissima parte ai tiranni; invece se la guerra sembra essere un gran male, i tiranni ne prendono una grandissima parte. Senz'altro infatti, qualora la città di quelli non faccia una guerra comune, è lecito ai comuni cittadini andare dove vogliono poichè non temono per niente che qualcuno li uccida, invece tutti i tiranni vanno dovunque così come in territorio nemico. E appunto quelli ritengono sia necessario vivere armati e portare in girò con sè altri uomini armati. Inoltre i privati cittadini, qualora conducano una spedizione militare da qualche parte nel territorio nemico, ma dunque ritornino in patria, ritengono che ci sia sicurezza per loro, invece i tiranni qualora siano giunti nella loro stessa città, in quel momento sanno di essere tra molti nemici.

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