Per ferimento premeditato, traduzione da Lisia

1.È una cosa sorprendente, o bulè, contrastare che tra di noi non ci siano state riconciliazioni, e che ricevette quindi la coppia di buoi, gli schiavi e quante cose si producono nel campo, in riferimento all'antidosi, e che non è in grado di negare che non le ha ricevute e, benché ci sia stato chiaramente l'accordo su tutto, neghi di aver acconsentito alle cose riguardo la schiava, cioè di usarla in comune.
2. È chiaro che propose l'antidosi a causa di quella (volendo dire la verità) non può aggiungere un altro motivo grazie al quale restituì le cose che prese, se non perchè gli amici ci riconciliarono riguardo tutte le cose.
3. Vorrei che la sorte lo avesse scelto come giudice alle Dionisie, affinchè vi fosse chiaro che si era riconciliato con me, poichè aveva giudicato vincitrice la mia file; scrisse infatti questo nome sulla tavoletta, ma non fu sorteggiata.

4. E del fatto che io dico la verità, Filino e Diocre lo sanno bene; ma non è possibile a loro testimoniare, perchè non hanno fatto il giuramento riguardo alla causa che io sostengo, dal momento che sapreste chiaramente che siamo stati noi a indicarlo come giudice e per merito nostro sedeva in quel posto.
5. Ammettiamo pure, se vuole, che io fossi suo nemico; glielo concedo, non c'è nessuna differenza. Dunque io stesso sarei andato ad ammazzarlo come costui dice e sarei entrato con la forza in casa. Per quale motivo dunque io non l'avrei ucciso, benché l'avessi in mio potere ed essendo tanto più forte di costui da portar via la schiava? Ditemelo voi. Ma non è possibile dirlo.
6. Infatti ognuno di voi non ignora che sarebbe stato più veloce morire colpito da una coltellata piuttosto che colpito da un pugno. Neppure lui è chiaro mi accusa di essere andato (a casa sua) con una tale arma, ma dice di essere stato colpito da un coccio. È chiaro dunque dalle cose che ha detto che non c'è stata premeditazione.
7. Dunque così non ci sarei andato, non essendo chiaro se avrei trovato presso costui il coccio o qualcosa per ucciderlo, ma ci sarei andato portandomelo da casa. Ora si ammetta che noi siamo andati dai ragazzi e dalle suonatrici di «aulos» e brilli (con il vino). Dov'è questa premeditazione? Io infatti credo sia impossibile.
8. Ma costui è pazzamente innamorato a differenza degli altri e vuole entrambe le cose, non darmi i soldi e mantenere la ragazza. E inoltre infiammato dalla passione per la dama, è troppo manesco ed è un ubriacone, è necessario difendersi. E lei invece dice a volte di considerare molto me, a volte di considerare molto costui, volendo essere amata molto da entrambi.
9. E io fin dall'inizio ero accomodante e lo sono anche ora; ma egli è giunto a tale punto di follia che non si vergogna di chiamare ferita un occhio nero e di essere portato sulla lettiga e di sostenere di essere ridotto a mal partito a causa di una prostituta, che potrebbe tenersi senza alcuna discussione se mi restituisse il denaro.
10. Egli infatti dice di essere vittima di un'insidia ingiusta e controbatte a tutti i miei punti e pur essendogli possibile, non volle verificare l'affermazione grazie alla schiava sottoposta a tortura. Quella avrebbe potuto dire questo innanzitutto, se era un possesso comune o privato di costui,
11. se io avevo versato la metà del denaro, oppure se costui aveva tutta la somma e se ci eravamo riconciliati o eravamo ancora nemici; e inoltre se andammo da lui, essendo stati invitati, oppure non avendo chiamato nessuno e se costui è passato ad una violenza ingiusta oppure io per primo l'ho colpito.
12. Secondo ciascuna di queste cose e delle restanti, non ce n'è nessuna che non sarebbe stato facile rendere chiara [per gli altri e per i giudici] grazie alla donna che assieme alle altre prove e testimonianze; io credo che, come sarebbe stato per costui un segno importante a favore della sua sincerità se io avessi rifiutato la fortuna della donna, questa è una prova importante che io non mento, perciò lui non ha voluto fornirla con la tortura della donna e hanno peso le parole di costui che afferma che lei è libera: infatti la sua libertà riguarda anche me, dal momento che pagai un'uguale somma.
13. Ma niente e non dice la verità. È strano davvero: se avessi dato i soldi per il riscatto della mia persona dai nemici, mi sarebbe stato possibile valermi di lei come volevo, invece ora che rischio la patria non mi sarà possibile essere informato da lei sulla verità riguardo ai motivi per cui sono stato chiamato in giudizio. Sarebbe molto più giusto per questo motivo che fosse sottoposto a tortura piuttosto che essere venduta per il riscatto della prigionia, in quanto se quelli acconsentono al riscatto, è possibile essere ricondotti in patria e trovare i mezzi da qualche altra parte, non è possibile, invece, rimanendo nelle mani dei nemici: non desiderano infatti ottenere i soldi ma agognano a cacciarmi dalla patria.
14. Così a voi conviene non credere a lui, poichè non ha ritenuto cosa giusta sottoporre a tortura la schiava, per questo motivo, cioè ha sostenuto che è libera, ma [vi conviene] molto di più condannare la falsità all'accusa (sicofantia) per il fatto che, avendo tralasciato una prova così precisa ritenne facilmente che vi avrebbe ingannato.
15. È necessario che voi non consideriate l'intimazione di costui più degna della nostra, sui punti sui quali egli ha ritenuto giusto sottoporre a tortura i suoi schiavi. Le cose che quelli sapevano, cioè che noi eravamo venuti (a casa) di costui, anche noi siamo d'accordo; se essendo stati invitati oppure no e se per primo fui colpito oppure colpii io quello soprattutto lo sapeva.
16. E inoltre se avessimo sottoposto a tortura gli schiavi di costui, che erano di proprietà privata di costui, per fare un favore a lui insensatamente mi avrebbero potuto accusare falsamente; lei d'altra parte era in comune, entrambi ugualmente abbiamo messo dei soldi e lei soprattutto sapeva; a causa di costei infatti sono nati tutti i contrasti tra di noi.
17. E non sfuggirà a nessuno il fatto che io mi sarei trovato in difficoltà se lei fosse stata sottoposta a tortura, ma accettavo questo rischio; lei mostra di aver tenuto più conto di costui piuttosto che di me e con lui mi ha offeso, mentre insieme a me essa non ha mai offeso costui. Io però ugualmente ho fatto ricorso a lei, costui invece non si è fidato di lei.
18. Dunque bisogna che voi, o bulè, essendo di tale portata il rischio (per me) non accogliate facilmente le sue parole, ma riflettete sul fatto che il processo riguarda la mia patria e i mezzi per vivere e teniate nel debito conto queste intimazioni. E non cercate testimonianze ancora più grandi di queste, non potrei dirvene (altre) se non che queste, cioè che non ho agito con premeditazione.
19. Sono infatti dispiaciuto, o bulè, se io sono sottoposto ad un rischio su questioni importantissime a causa di una prostituta e una donnaccia, quale male infatti io ho compiuto contro la città o contro costui oppure quale cosa ho commesso contro qualcuno dei cittadini? Infatti da parte mia non è stato fatto niente di tale, ma la cosa più assurda di tutte, rischio di tirarmi addosso a causa di costoro una disgrazia ancora più grande.
20. Per i figli, per (mia) moglie, per gli dei che proteggono questo territorio vi prego e vi scongiuro, abbiate pietà di me, e non permettete che io capiti nelle mani di costui e non mi gettate in una disgrazia irrimediabile. Io non sono degno di abbandonare il mio paese né costui (è degno) di ottenere una tanto grande vendetta da me per torti che dice di aver patito da me, ma che in realtà non ha subito.

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