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Spagna, Svizzera e Germania - Forma di Governo

Materiale didattico per il corso di Diritto costituzionale italiano e comparato della prof.ssa Giulia Carnevale. Al suo interno sono affrontati i seguenti argomenti: la forma di governo spagnola, il ruolo della Corona di Spagna e del Parlamento; la forma di governo della Svizzera; la forma di governo della Germaniae la Repubblica di Weimar.

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Diritto costituzionale italiano e comparato (P-Z) Nona settimana di lezioni
2011
La forma di governo spagnola 9 maggio 2011
Schema della lezione (dott.ssa Laura Frosina) SOMMARIO: 1. Le origini della Costituzione spagnola del 1978 (Ce). 2. La forma di governo monarchico-parlamentare. 2.1. La Corona 2.2. Il Parlamento 2.3. Il Governo 3. L’evoluzione della forma di governo nella prassi 1. Le origini della Costituzione spagnola del 1978 (Ce). La Costituzione spagnola del 27 dicembre 1978, seguita alla quarantennale fase del regime autoritario franchista (1936-1975), ha consacrato il passaggio della Spagna da Stato autoritario a Stato di diritto “democratico” e “sociale” che individua nella libertà, nella giustizia, nell’uguaglianza e nel pluralismo politico i valori fondanti del proprio ordinamento giuridico. La Transizione alla democrazia si è compiuta nell’arco di soli tre anni (1975-1978) per mezzo di un processo di ristrutturazione politico-istituzionale interno guidato sostanzialmente dal Re Juan Carlos di Borbone. Con la morte del dittatore Francisco Franco, il 20 novembre 1975, Juan Carlos di Borbone sale al trono automaticamente in base alla legge sulla successione del 26 luglio 1947. Egli decide di mantenere alla presidenza del governo l’ultimo presidente del regime franchista, Carlos Arias Navarro, che preannuncia una progressiva liberalizzazione del regime e l’elezione prossima di un parlamento bicamerale in funzione costituente. Il 9 giugno 1976, con l’approvazione della nuova Legge per le associazioni politiche, inizia un processo di liberalizzazione del sistema politico che porta alla costituzione di nuovi partiti. Il 3 luglio 1976 viene chiamato alla presidenza del governo il centrista, Adolfo Suarez, che presenta alle Cortes franchiste un progetto di legge per attuare la riforma politica, c.d. Ley para la Reforma política. Tale progetto, che prevede l’elezione diretta a suffragio universale di un nuovo Parlamento bicamerale, viene approvato dalle Cortes franchiste e ratificato poi con referendum il 15 dicembre 1976 dal corpo elettorale ad ampia maggioranza. Il 15 giugno 1977, in base alla legge di riforma politica, si svolgono le elezioni per le nuove Cortes Generales. Il 22 luglio 1977 Juan Carlos presiede la sessione inaugurale del Parlamento neoeletto composto dal Congresso dei Deputati e dal Senato. All’interno del Congresso dei Deputati viene istituita una Commissione costituzionale incaricata di redigere il progetto definitivo di Costituzione, che viene approvato definitivamente ad ampia maggioranza dai membri di entrambe le Camere. Il 6 dicembre 1978 il testo della nuova Costituzione vene ratificato con referendum dal corpo elettorale e, infine, promulgato dal Re Juan Carlos il 27 dicembre 1978. 2. La forma di governo “monarchico-parlamentare”.
Diritto costituzionale italiano e comparato (P-Z) Nona settimana di lezioni
2011
La Costituzione spagnola definisce la forma di governo statale con i termini “monarchico parlamentare” (art. 1, comma 3). La preesistenza del Re ha indotto il costituente ad optare per la combinazione dell’istituto monarchico con un sistema parlamentare efficiente, fondato su una rigida razionalizzazione dei rapporti tra Parlamento e Governo (Titolo V Ce). Il modello istituzionale adottato, chiaramente ispirato al sistema di cancellierato previsto dalla Legge fondamentale di Bonn, si caratterizza nei suoi lineamenti essenziali per: a) la figura di un monarca privo di qualsiasi responsabilità politica, b) la presenza di un parlamento con una struttura bicamerale fortemente imperfetta sbilanciata in favore della prima Camera, c) la razionalizzazione del rapporto fiduciario fra una Camera e il Governo, d) il rafforzamento della figura del Presidente del Governo. 2.1.
La Corona
Nell’ordinamento costituzionale spagnolo il Capo dello Stato corrisponde alla figura regia, attualmente il Re Juan Carlos di Borbone, che rappresenta l’unità nazionale e svolge una funzione meramente rappresentativa e arbitrale nelle relazioni con gli altri organi istituzionali. Il Re rappresenta lo Stato nei rapporti internazionali e opera internamente un controllo sul regolare funzionamento delle istituzioni. Il Monarca non partecipa alla determinazione dell’indirizzo politico statale, ma non ne rimane organicamente estraneo. Il Re interviene, ad esempio, nel processo di formazione del Governo mediante la designazione e la nomina del Presidente, che deve ricevere l’investitura dal Congresso dei Deputati nelle forme e nei modi stabiliti dall’art. 99 Ce. Sempre nell’ambito del processo di costituzione del Governo, il Re è chiamato inoltre a nominare i Ministri, su proposta del Presidente, mediante decreti controfirmati da quest’ultimo. Inoltre può formalmente decretarne la revoca sempre su proposta del Presidente. Al Re spetta sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni quando, trascorsi due mesi dalla sua costituzione, questi non riesca ad esprimere una maggioranza sufficiente ad eleEspandi »ggere un nuovo Presidente nei modi stabiliti dall’art. 99 Ce. Ai sensi dell’art. 62 della Ce, il Re è titolare di plurimi poteri: sanziona e promulga le leggi; convoca e scioglie le Cortes e convoca nuove elezioni nei termini stabiliti dalla Costituzione; indice il referendum nei casi previsti dalla Costituzione; emana i decreti approvati in sede di Consiglio dei Ministri; presiede il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente del Governo; esercita il potere di grazia; esercita il comando delle forze armate, etc. La rilevanza politica di alcune delle attribuzioni regie spinge alcuni Autori in dottrina ad evidenziare come in determinati momenti di crisi il suo intervento possa rendersi necessario per ristabilire la normalità politico-costituzionale. 2.2.
Il Parlamento
Il Parlamento, c.d. Cortes Generales, è composto da due Camere, il Congresso dei deputati e il Senato, a cui spetta l’esercizio della funzione legislativa, l’approvazione del bilancio e il controllo politico sull’azione del Governo, ai sensi dell’art. 66 Ce. La Costituzione delinea un bicameralismo asimmetrico sbilanciato a favore del Congresso dei Deputati, che svolge un ruolo prioritario nel procedimento legislativo rispetto al Senato, ed è l’unica Camera titolare del rapporto politico-fiduciario con il Governo.
Diritto costituzionale italiano e comparato (P-Z) Nona settimana di lezioni
2011
Composizione del Congresso dei Deputati Il Congresso dei Deputati è composto da 350 deputati eletti in circoscrizioni provinciali con sistema elettorale proporzionale (metodo d’Hondt). In ogni circoscrizione viene eletto un numero di deputati proporzionale alla densità della popolazione, ma in modo da garantire una rappresentanza minima di due deputati per ciascuna provincia (salvo le due encalves di Ceuta e Melilla rappresentate da 1 solo deputato). Il numero di deputati in media eletti è molto basso (6-7) e varia da 1 (Ceuta e Melilla) a 34 (Madrid). A livello circoscrizionale è operativa una clausola di sbarramento del 3% dei voti validi, che non permette alle liste che non superano tale soglia di concorrere alla ripartizione proporzionale dei seggi. In realtà nella maggior parte dei casi è necessario superare una soglia più elevata per ottenere la rappresentanza al Congresso. Le liste elettorali sono chiuse e bloccate e, pertanto, gli elettori non possono esprimere una preferenza per il singolo candidato, ma possono solo votare per il partito politico. Composizione del Senato Il Senato è definito dalla Costituzione come Camera di rappresentanza territoriale (art. 69), pur non presentando una composizione e un funzionamento corrispondente a tale definizione. Tre quarti dei suoi componenti sono eletti attraverso un sistema elettorale maggioritario a voto limitato, nell’ambito di collegi plurinominali. In ogni circoscrizione, che corrisponde anche in questo caso alla Provincia, sono eletti quattro senatori (fatta eccezione per Ceuta e Melilla che hanno diritto ad eleggere solo 2 senatori) secondo quanto previsto dalla Costituzione. Il rimanente quarto dei suoi membri viene eletto direttamente dalle Assemblee legislative delle Comunità autonome, secondo le regole previste dai rispettivi Statuti di autonomia che devono comunque assicurare una adeguata rappresentanza proporzionale. Ogni Comunità autonoma ha diritto ad eleggere un senatore; quelle più popolose hanno diritto ad eleggere un senatore in più per ogni milione di abitanti. Funzioni Il Congresso dei Deputati svolge un ruolo prevalente rispetto al Senato sia nell’articolazione del rapporto con il Governo, sia nell’ambito del procedimento legislativo. Il Senato rimane completamento escluso dal circuito di indirizzo politico con il Governo, non partecipando ai processi di attivazione e disattivazione del rapporto politico fiduciario. Nel procedimento legislativo la volontà del Congresso prevale sempre su quella del Senato che dispone unicamente di un potere di emendamento e di veto sospensivo sulle proposte legislative e i progetti di legge già approvati dalla prima Camera. Il veto del Senato, che deve essere posto a maggioranza assoluta, è suscettibile di essere superato con una nuova votazione del Congresso a maggioranza assoluta o, a distanza di due mesi, con una ulteriore votazione a maggioranza relativa (art. 90 Ce). Il Senato, oltre alla scarsa rappresentatività delle autonomie territoriali, non presenta grandi peculiarità nel suo funzionamento e, pertanto, da circa un trentennio si discute sulla opportunità di riformarne la composizione e il funzionamento per convertirlo in una Camera di rappresentanza effettiva delle autonomie territoriali. 2.3.
Il Governo
Diritto costituzionale italiano e comparato (P-Z) Nona settimana di lezioni
2011
Il Governo è composto dal Presidente, da eventuali Vicepresidenti, e dai Ministri, ai sensi dell’art. 98 Ce. L’art. 97 della Ce delinea le principali funzioni del Governo, prevedendo che esso dirige la politica interna ed estera, l’Amministrazi « Comprimi
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